Del sentimento della vetta e della meta

Del sentimento della vetta e della meta

(Neos Edizioni)

Marco Blatto
Spiro Dalla Porta Xydias

Nel 1929, un gruppo di alpinisti ed intellettuali della montagna decise di opporsi alla decisione del regime fascista di trasferire il Club Alpino Italiano a Roma, inquadrandolo nel C.O.N.I. e decretando così la “sportivizzazione” dell’alpinismo.
Nacque in questo modo, a Torino, il GISM – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna, con il chiaro intento di difendere un’idea di scalata e d’alpinismo come fatto ideale, spirituale ed artistico.
Negli ottant’anni della sua storia, nel sodalizio si sono avvicendati alcuni dei migliori scrittori-alpinisti italiani di sempre, le cui imprese ed i cui scritti sono parte indelebile della storia e della cultura alpina.
Molti appassionati di montagna di oggi, possono pensare che tali ideali appartengano ad un’epoca che non c’è più e che possano risultare il frutto di una certa nostalgia per il passato. Al contrario, basta osservare con attenzione l’alpinismo odierno nelle sue varie pieghe e compagini, per cogliere i segnali di un malessere derivato da un inaridimento “sentimentale”, derivato da decenni di tecnicismo esasperato. Appare chiaro come l’idea sportiva non sia più sufficiente e come il pensiero di molti intellettuali dell’alpe, fino a ieri ritenuti superati, sia oggi più “moderno” che mai.
In questo breve saggio abbiamo inteso confrontare i nostri punti di vista, spesso diversi per esperienza ed età anagrafica, uniti però nella comune convinzione che sia necessario rimettere al centro dell’alpinismo e della scalata il “sentimento”. Per ottenere questo scopo, abbiamo dovuto dipanare la spessa cortina di mistificazioni e di equivoci che avvolge la storia dell’alpinismo, dimostrando che se una certa componente sportiva non può essere negata, ancor di più non lo potrà essere quella “ideale”. Guardando con attenzione dentro di noi, scopriremo che la “meta”, sia essa una vetta o il culmine di una parete, diventano il termine ideale di un viaggio interiore unico, dove grado, competizione, record e affermazione sono secondari se non inutili.
Ci si renderà conto, allora, che la corda viene dopo il cuore e la mente.
IMG_5726 Val Veny