alpinismo alpinismo
  • Valle: Anniviers (Val d')
  • Data: 08/08/2010
  • Difficoltà:
  • Con chi: Pedro, Alessio ed Helene
  • Inserita da: Roberto Gardino [visualizza profillo]
  • Condizioni meteo: Primo giorno verso il rifugio coperto e freddo, secondo giorno "fantastico".
  • Racconto:

    Bishorn

    Ho seguito la strada del Sempione fino al Passo omonimo, sceso a Briga mi sono trovato con Pedro, Alessio ed Helene. Poi strada per Visp e Sion.

    Da Visp abbiamo proseguito fino a Sierre e poi deviato verso la Val d’Anniviers. Risaliti fino a Zinal, bella località a m. 1675, e proseguito lungo il centro abitato fino in prossimità delle case di Les Doberts. Abbiamo deviato a sinistra e seguito la strada in salita fino a trovare le indicazioni per la Cabane de Tracuit.

    Lasciata l’auto poco prima del divieto di transito ci siamo preparati per la salita dopo aver fatto uno spuntino anche con le albicocche comprate vicino a Visp (famose e buone).
    Abbiamo imboccato la strada sterrata di fronte che in breve diviene un sentiero. Questo sale ripido e con numerosi tornanti in mezzo al bosco fino all’Alpe Tracuit (m. 2061), indicata da una grande croce, si vede che il cristianesimo ha inciso in questa valle.

    Abbiamo continuato la salita su una mulattiera che con pendenza costante tra ampie svolte e lunghi traversi porta verso il Roc de la Vache all’imbocco della valle del Torrent du Barmé. Più in alto siamo passati accanto l’Alpe Combautanna (m. 2578) e proseguito su sentiero ripido e poi su pietraia in direzione del Col Tracuit.

    Tratto con catene

    Un lungo traverso e una ripida pietraia portano sotto un canalino che nel tratto finale richiede una breve arrampicata su roccia, aiuto di una catena. Siamo sbucati sulla cresta con vista sul ghiacciaio sottostante e abbiamo proseguito verso destra e raggiunta la Cabane de Tracuit (m. 3256), meno male perché faceva freddo (h 3.40), Pedro era già arrivato da almeno 10 minuti! 

    Meritato riposo e cena con persone di lingua tedesca e francese, c’era veramente gente da tanti punti dell’Europa.
    Dal rifugio, dopo la colazione mattutina, abbiamo seguito le tracce (ometti) che raggiungono la lingua terminale del Turtmann Gletscher. Calzati i ramponi e incordati abbiamo iniziato a risalire il ghiacciaio frontalmente (poco ripido) per poi procedere leggermente verso sinistra attraverso una zona crepacciata.

    Siamo giunti alla base del versante nord-ovest e abbiamo risalito l’ampio pendio, fino alla sella tra la Pointe Burnaby  e la vetta vera e propria. Superato un crepaccio coperto siamo risaliti sul breve e ripido tratto finale che conduce sulla piatta cima (h 2.50).

    Bishorn

    Panorama mozzafiato: Dio ha fatto un pezzo di mondo bellissimo, fortunati gli svizzeri! In particolare la parete nord della Weisshorn è impressionante, semplicemente “la montagna” rivaleggia in bellezza con il Cervino.

    Weisshorn

    Dopo Pedro, Alessio e io siamo saliti sulla Pointe Burnaby (m. 4135) stando vicino alla cresta, salita più impegnativa della precedente, anche se breve. In discesa dalla Pointe siamo stati leggermente più bassi e ci siamo ricongiunti a Helene che ci aspettava sotto.

    Discesa lungo la stessa via di salita con gli occhi pieni della bellezza di ciò che vedevamo.
    E’ un itinerario semplice dal punto di vista tecnico ma che richiede attenzione per i crepacci della parte iniziale ed è impegnativo il secondo giorno perché è lunga la discesa fino a Zinal.

Contributo fotografico

Nessuna galleria foto associata.