alpinismo alpinismo
  • Valle: Viù (Valle di)
  • Data: 09/10/2010
  • Difficoltà:
  • Con chi: Roberto
  • Inserita da: Giorgio Bertin [visualizza profillo]
  • Condizioni meteo: fino a 2200 avvolti nella nebbia e dopo sotto un sole splendente.
  • Racconto:

    Lera orientale

    Salita al Lera dal Rifugio Albergo Vulpot di Malciussia, in direzione della borgata di Pietramorta sulla sponda settentrionale del lago, si supera un rio che scende dai ripidi costoni rocciosi settentrionali.
    Immediatamente a destra si imbocca una mulattiera rettilinea con il fondo lastricato, che costeggia il torrentello; l’imbocco di tale sentiero è segnalato con segnavia rossi, EPT 116, sono inoltre facilmente individuabili una serie di tavoli e panchine sulla destra.
    Poco dopo, giunti nei pressi di una cascatella, la mulattiera va a sinistra e incomincia così una visibile quanto lunga e costante serie di tornanti che, passando in diversi punti ampiamente panoramici, scavalca diversi costoni fino a giungere ad un colletto posto a 2.530 m dal quale, scendendo di pochi metri, si arriva al Pian Sulè, in 1,15′ circa.
    Dal pianoro si attraversa un corso d’acqua e, attraverso discontinue tracce di sentiero segnate con sporadici segnavia rossi, si risale un costone erboso sul pendio settentrionale, a lato di un torrentello che scende ripido sul Pian Sulè. Si arriva così a un primo vasto pianoro, dopo 1,45′.
    Si attraversa linearmente il pianoro in direzione nord per risalire poi, con una breve diagonale, un pendio di erba e rocce che porta a una seconda conca delimitata da notevoli pareti rocciose, in 2 ore circa.
    Da qui si percorre una diagonale a mezzacosta in lieve ascesa sulla sponda idrografica sinistra della valle, passando sotto le pareti della Testa Nera a 3.080 m, in quanto nella depressione di questa conca vi sono due piccoli laghetti. Arrivati quasi al fondo di tale vallone si risale un ripido pendio misto neve-detriti sino a giungere al colletto della Barma della Ciarva a 2.950 m dal quale è possibile ammirare a sud l’imponente parete est della Testa Nera in 2h30′. Dal colletto, volgendo a sinistra, si supera la bastionata rocciosa con una salita obliqua per facili scaglioni rocciosi e cenge nelle quali è, a tratti, necessario aiutarsi con le mani.
    Si giunge quindi a una terza conca molto vasta dalla quale sono finalmente visibili, in direzione nord, le cime della Lera in 2h45′. I segnavia, già fin qui pochi, si fanno rarissimi, a parte la presenza di alcuni ometti di pietre non sempre molto visibili. La conca va risalita, mantenendosi a destra, sulle linee delle creste moreniche nel primo tratto e attraversando alcuni nevai e sfasciumi più avanti, puntando al colle del Lera sito tra la Punta Centrale, a sinistra del colle, e la Punta Orientale, a destra del colle, riconoscibile quest’ultima vetta, con l’utilizzo di un binocolo, dalla presenza della statuetta della Madonna sulla sommità. Arrivati all’imbocco del canalino che risale al colle della Lera, la salita diviene via via più ripida e impegnativa. Seguendo il percorso naturale del canale si arriva ad un piccolo salto roccioso, circa 2,5 m facilmente superabile con l’impiego delle mani. Si giunge così sul piccolo terrazzamento del colle della Lera a 3.250 m, dal quale è visibile sulla sinistra la vetta Centrale e sulla destra la vetta Orientale, meta dell’itinerario qui descritto in 3,45′ circa. Dal colle piegare a destra per percorrere il filo di cresta, in maggior parte sul versante sud, per giungere in breve alla vetta della cima Orientale del Monte Lera, dove c’è una piccola statua della Madonna a 3.355 m, in 4h. La cresta che conduce alla vetta è, nel complesso e nel caso di condizioni ideali, di facile percorrenza con pochi passaggi in cui si devono impiegare le mani per superare piccoli salti rocciosi. La discesa avviene sull’itinerario di salita.