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  • Valle: Romanche (Valle della)
  • Data: 26/08/2011
  • Difficoltà:
  • Con chi: Francesco
  • Inserita da: Roberto Gardino [visualizza profillo]
  • Condizioni meteo: Nel giorno di salita leggera nevicata notturna e traccia buona.
  • Racconto:

    Pointe de Breevoort (Gran Ruine)

    Partiti per la Pointe de Brevoort non dal parcheggio di Pont d’Arsine ma dal parcheggio appena dopo il Col du Lautaret (2036).

    Bel sentiero panoramico sulla Meijge, sentier Crevasses. Dopo un’ora e un quarto siamo giunti al Refuge de l’Alpe e siamo andati a destra scendendo per circa 80 metri e ci siamo portati sul fondo del vallone della Romanche. Abbiamo seguito quindi il percorso di destra che dopo poche svolte si immette nel Plan de l’Alpe. Percorso il piano, su bel sentiero, raggiungendo il Pont de Valfourche che permette di attraversare il torrente della Romanche e andare verso il Refuge du Pavé.

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    Grande Ruine, la Pointe de Brevoort in secondo piano (Foto del secondo giorno)

    Noi abbiamo continuato sul lato destro orografico per circa mezz’ora fino a portarsi sotto il versante est della Grande Ruine. Abbiamo attraversato quindi il torrente e fatto una sosta con bevuta alle sorgenti della Romanche. Successivamente abbiamo iniziato a salire per pendii morenici e raggiunto le bastionate rocciose. Il sentiero permette di superare i salti di roccia prima a sinistra, poi a destra, ci sono delle funi sul posto. Siamo giunti poi ai pendii superiori a quota 2500 circa, dove è incominciato a piovere (N.B.: prima dell’ultima fune c’è il punto per fare riserva d’acqua).Abbiamo proseguito su sentiero di materiale detritico che sale con ampie svolte verso il colle dove è posto il Rifugio Adele Planchard (3169 m). L’ultima parte è stata difficoltosa per un fortissimo vento, si rischiava addirittura di cadere per le raffiche! Abbiamo impiegato 6 ore. Cena e notte segnata da forte vento, al mattino la sorpresa della neve fresca, 10-15 cm.

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    Siamo partiti intorno alle 7.00 dal rifugio, ci siamo diretti in leggera salita verso est superando il costone che scende dal Les Jumeaux fino a raggiungere il ghiacciaio superiore des Agneaux. Calzati i ramponi e incordati, abbiamo cominciato a salire la dorsale glaciale per circa 300 metri con pendenza sostenuta fino a raggiungere l’anfiteatro della Grande Ruine.

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    Abbiamo seguito una cordata con una simpatica guida francese e la sua cliente. (Ghiacciaio molto crepacciato). Ci siamo diretti sulla destra verso il Col du Diable dove abbiamo fatto una sosta.

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    Il tempo era peggiorato per la foschia che saliva dal basso. La punta più alta è la Pointe Brevoort posta alla sinistra dell’anfiteatro di salita. Con un lungo diagonale abbiamo raggiunto il colletto sull’estrema sinistra a quota 3680 circa (a est della punta). Siamo saliti sulla cresta per roccette, con la neve caduta non banale il passaggio, dopo circa venti metri abbiamo svoltato a destra per un canalino che permette di superare il salto roccioso (tre cordini utili per fare sicurezza viste le condizioni del tempo). Infine abbiamo seguito la crestina finale su neve e sfasciumi fino alla vetta. Lì non abbiamo potuto vedere molto per la foschia (Tempo impiegato 3 ore). Dopo,  nella discesa nel canalino prestare attenzione, si è aperta la giornata diventando magnifica.

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    La Barre des Écrins con il Dome de Neige des Écrins

    Sul ghiacciaio siamo stati più sulla nostra destra scendendo e facendo attenzione ai numerosi crepacci. Giunti al rifugio in circa 2.50-3 ore.

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    Rifugio Adele Planchard

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    Francesco e Roberto

    Di lì lungo ritorno al punto di partenza in 5 ore 30′. Gita magnifica in un bell’ambiente di montagna, complimenti a Francesco.