arrampicata arrampicata
  • Valle: Orco (Valle)
  • Partenza: Noasca
  • Destinazione: Caporal
  • Regione: Piemonte
  • Difficoltà:
  • Durata: ore 2
  • Gruppo:
  • Attacco sentiero: uscita della Galleria - Noasca/Ceresole Reale
  • Altitudine partenza: 1319
  • Altitudine arrivo: 1680
  • Dislivello: 361
  • Esposizione: sud-sudest
  • Punti di appoggio: Le Fonti minerali - Ceresole Reale
  • Note:

     

    caporal

    Itaca nel Sole + Tempi Moderni

    200 metri; RS2/II 6c+; (5c/A1 obbl).

    Note: magnifica scalata, impegnativa e continua, icona dell’inizio e in qualche modo della fine del “Nuovo Mattino” nella Valle dell’Orco. “Tempi moderni” fu la prima via ad essere aperta al Caporal nel 1972, da una cordata di eccezione: Ugo Manera, Gian Piero Motti e Guido Morello. Nel 1975 Motti tornò con Morello e disegnò “Itaca nel sole” sulle grandi placche centrali, facendo ricorso ai chiodi a pressione.

    img551Accesso: da Noasca imboccare la galleria per Ceresole Reale e reperire sulla sinistra l’uscita/varco del parcheggio del Caporal. Lasciata l’auto salire il ripido zoccolo che conduce Alla base del Caporal individuando l’attacco della via presso una caratteristica fessura, su un pilastrino a triangolo rovesciato tra due camini. Salire la fessura 4b (sovente bagnato) fino a un terrazzo dove si traversa a destra. Salire un diedro atletico 5b raggiungendo dopo una lama una placca. Non seguire gli spit (Tapis roulant) ma traversare a destra una placca fino alla S1. Salire la fessura che costituisce il bordo sinistro dell’Orecchio del Pachiderma 4a e rizzarsi sulla punta della lama 5a proseguendo per due fessure parallele 6a fino alla S2. Seguire una fessura 6a fino a quando questa muore contro una placca compatta. Superarla 6c (chiodi a pressione alternati a spit) o A1 su staffe, per poi traversare a sinistra senza protezioni fino alla S3 5a. Di qui si continua lungo “Tempi moderni”. Salire la breve fessura di “Rattle snake” 5b o a sinistra la via originale su un muretto 6c o A1; proseguire lungo dei gradini sostando a metà di un diedro S4. Salire il diedro atletico 6a sostando all’uscita su una placca (S5). Salire la placca incisa da un fessurino 5c fino a un chiodo a pressione, da cui si traversa a destra  nel diedro 6a. Salire il diedro strapiombante 6c+, uscendo in placca di nuovo incisa da un fessurino. Seguirlo 5c fino una cornice che consente di uscire sulla placconata finale, dove vi è la sosta di calata.

    Discesa: in doppia lungo la via

    Materiale: in posto ci sono pochi spit, chiodi a pressione degli anni ’70 e chiodi tradizionali. Portare una serie completa di friend, nut e staffe se si sale in artificiale.

    Note e info dettagliate:  Valle dell’Orco – Maurizio Oviglia edizioni Versante Sud

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