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  • Valle: Viù (Valle di)
  • Partenza: Alpe Barnas
  • Destinazione: Croce Rossa
  • Regione: Piemonte
  • Difficoltà: EE
  • Durata: ore 3 al Rifugio Cibrario - ore 2,50/3 alla vetta
  • Gruppo: Autaret Lera Arnas
  • Attacco sentiero: dalla strada che sale nel vallone d'Arnas all'alpe Barnas
  • Altitudine partenza: 1502
  • Altitudine arrivo: 3566
  • Dislivello: 2064
  • Esposizione: prevalente sud est
  • Punti di appoggio: Rifugio Cibrario (2624 m)
  • Note:

    Croce Rossa

    Raggiunta Usseglio in Valle di Viù, frazione Villaretto, si devia a destra per il Vallone d’Arnas prima del ristorante “La Furnasa” e si sale lungo la strada che porta alla centrale idroelettrica del Lago Dietro La Torre (controllare l’accessibilità) fino ad incontrare sulla sinistra l’Alpe Barnas. Si posteggia l’auto negli spiazzi a bordo strada (poco dopo la curva seguente c’è a destra un bello spazio).

    Cartello per il Rifugio Cibrario

    Si supera un ponte in legno sul rio Arnas.

    Ponte sul rio Arnas

    Si prosegue nel bosco, con salita a tratti decisa, fino a una scala di pietra che porta sul percorso della Decauville.

    La Decauville è una ferrovia a scartamento ridotto il cui binario è formato da elementi che si possono smontare e rimontare in breve tempo. Pertanto  è una  ferrovia “smontabile” fatta da spezzoni di binari lunghi pochi metri e rotaie leggere montate su traverse in metallo.

    In Val di Viù, alla fine degli anni ’20,  si progetta di sfruttare la preziosa risorsa naturale dell’acqua in questa valle particolarmente abbondante. Si realizzano  una serie di sbarramenti in alta quota, condotte, centrali idroelettriche. Così in pochi anni le risorse idriche allora provenienti dai ghiacciai di Punta Maria, Punta d’Arnas, Croce Rossa, Rocciamelone vengono convogliate in tre grandi bacini artificiali.

    A 2716 m sotto le pareti della Croce Rossa e Punta d’Arnas si realizza un grande invaso con 9 milioni di metri cubi d’acqua (Lago della Rossa). Più in basso il Lago Dietro La Torre, a 2370 m con una piccola centrale. Per mettere in comunicazione e così agevolare lo spostamento dei materiali dal Lago di Malciaussia al Lago Dietro La Torre e viceversa viene costruita nel 1932 questa Decauville, ancor oggi in buono stato e percorribile a piedi. 

    Scala in pietra

    Si prosegue per un breve tratto pianeggiante verso ovest lungo le rotaie della Decauville.

    Decauville

    Dopo poco si trova la deviazione a sinistra per il Rifugio Cibrario e si riprende a salire in modo sostenuto sul sentiero ben indicato.

    Indicazione per il Rifugio Cibrario

    Si raggiunge il sentiero che sale da Margone, n 118, alla Fonte della Lera. 

    Indicazioni sentiero 118

    Si continua sul sentiero e dopo un traverso si supera il Rio della Lera e si entra nel vallone dominato dalle “Prigioni della Lera”.  Poi si sale fino ad attraversare su un bel ponticello l’incassata forra scavata dall’acqua del Rio Peraciaval.

    Ponte

    Gli “scavi” prodotti dall’acqua

    Dopo il ponte si prosegue sul sentiero che sale di fronte, attenzione a non seguire il torrente a sinistra dove ci sono vaghe tracce, ma salire decisamente per poi proseguire con un lungo traverso e successivamente alcune svolte ripide per raggiunge il rifugio. Il Rifugio Cibrario è posizionato in un vasto piano ed è visibile solo all’ultimo.

    Rifugio Cibrario, 2626 m

    La gestione del Rifugio è del CAI di Leinì, curata e molto accogliente.

    Interno rifugio

    La partenza per la Croce Rossa è dietro il Rifugio vicino a una piccola costruzione che fa da deposito, il sentiero è segnato con segni bianchi/rossi fino al Colle della Valletta.

    Alla partenza cartello indicatore

    Si prosegue a mezza costa verso il Lago di Peraciaval.

    Sentiero dopo il Rifugio

    Si prosegue sul ripido traverso, si sale verso il Lago Peraciaval che si supera sul limitare dello stesso.

    Si passa sul limitare del lago

    Lago di Peraciaval

    Dopo il lago si prosegue su pietraia e detriti sul sentiero ottimamente segnato verso il Colle della Valletta a 3271 m.

    Verso il Colle della Valletta

    Si passa sul versante francese e si traversa verso destra lungo la pietraia, seguendo gli ometti e i segni rossi. Si raggiunge la base del vasto pendio posto sulla verticale della vetta, vetta che si nota intravedendo la statua lì posta. Si risale faticosamente il pendio su roccette e sfasciumi, con il tratto centrale piuttosto ripido, sempre seguendo le tracce piuttosto evidenti e gli ometti.

     Verso la cima della Croce Rossa

    Salendo si apre il panorama!

     Pointe de Charbonnel

    In vista della vetta il terreno è leggermente più facile e si tocca la panoramica cima. Nel caso di pendio innevato la progressione necessita di piccozza e ramponi.

    Parte terminale, si intravede la statua sulla cima

    Dalla vetta si vede uno spettacolare panorama sulle cime delle Alpi Occidentali, fino al Monte Bianco.

     Cima della Croce Rossa, 3566 m

    Madonna di vetta della Croce Rossa

    La bella statua della Madonna è stata posizionata dalla Giovane Montagna, associazione alpinistica nata a Torino nel 1914, a cui aderì anche il beato Pier Giorgio Frassati.

    Roberto in cima alla Croce Rossa

    Giorgio sulla Croce Rossa

    Sotto la cima il Lago della Rossa dove c’è il Bivacco San Camillo.

    Lago della Rossa

    E poi alcune delle grandi montagne viste dalla cima.

    L’Uja di Ciamarella con il suo ghiacciaio

    Dietro l’Albaron di Savoia fa capolino il Monte Bianco

    La montagna più vicina: la Punta d’Arnas, 3554 m.

    Punta d’Arnas in primo piano

    Si vedono le montagne del Massiccio degli Écrins.

    Les Écrins, al centro la Pointe Brevoort 

    E a sinistra si vede la Barre des Écrins con il Dôme de neige des Écrins.

    Molto vicino è il bel Glacier du Baounet con la Punta Valletta 3387 m.

    Glacier du Baounet e Punta Valletta

    Discesa per la stessa via.

    Traccia

    La salita fatta è in diagonale

    Ancora un’immagine della Croce Rossa da altra angolazione.

    Croce Rossa vista salendo alla Punta Valletta

    In caso di neve la salita diventa alpinistica (F) e occorrono picca e ramponi. In ogni caso meglio avere il casco.

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