alpinismo alpinismo
  • Valle: Gesso (Valle)
  • Partenza: Vallone della Valletta, Piano della Casa del Re
  • Destinazione: Il Bastione
  • Regione: Piemonte
  • Difficoltà: PD
  • Durata: ore 1,45 al Rifugio, 1,45 al Passo Bròcan, 1,00 - 1,15 alla cima
  • Gruppo: Argentera
  • Attacco sentiero: Sulla sinistra della strada che percorre la valle Gesso della Valletta, quasi al termine, vicino al cartello indicatore
  • Altitudine partenza: 1743
  • Altitudine arrivo: 3047
  • Dislivello: 1304
  • Esposizione: varie
  • Punti di appoggio: Rifugio Remondino
  • Note:

      Il Bastione

    Una descrizione di una bella cima in Valle Gesso della Valletta, nelle Alpi Marittime. Dalle Terme di Valdieri si sale in auto sulla strada asfaltata e poi sterrata fino al Piano della Casa del Re.

    Piano della Casa

    Giunti al Piano della Casa, sul fianco destro idrografico della conca, si seguono le indicazioni per il Rifugio Remondino, sul percorso dell’Alta Via dei Re, nel Vallone di Assedras.

     Salendo con Rifugio in vista

    Si percorre il sentiero ben segnato con il Rifugio Remondino in bella evidenza sotto il Nasta. 

    Rifugio Remondino, 2430 m

    Il tempo di percorrenza è di ore 1,45. Il Rifugio è bello ed è accogliente la gestione. Esso è del CAI di Cuneo, ed è intitolato a Franco Remondino, sottotenente degli Alpini e giovane promessa dell’alpinismo cuneese, morto nel 1931, a ventuno anni, scalando con il compagno, tenente Erasmo Vivarelli, la parete sud-est della Rocca Gialeo. In sua memoria fu costruito un bivacco a forma di semibotte con 12 posti, inaugurato il 30 settembre 1934. Negli anni sessanta fu decisa la costruzione di un vero e proprio rifugio in muratura. Importanti lavori di ristrutturazione sono stati ultimati nel 2000.

    Interno sala da pranzo

    Il Bastione, tra le cime della cresta meridionale dell’Argentera, è il meno visitato e il più impegnativo da salire. La via normale segue la cresta sud dal colle Bròcan e riserva alcuni tratti di arrampicata, con un passo di III. Indispensabile la corda, almeno di 30 metri, fettucce e cordini, meglio avere il caschetto. 

    La via di salita passa al centro

    Cima di Nasta al tramonto

    Dal rifugio si segue l’evidente traccia (segnavia n 11), ben indicata con ometti, segni e indicazioni dell’Alta Via dei Re, essa è la traversata in sette tappe del Parco naturale Alpi Marittime. In luoghi in qualche modo legati ai Savoia, che frequentarono la Valle Gesso per quasi un secolo. La loro presenza sul territorio è testimoniata da un grande patrimonio di residenze, case di caccia ed in particolare dalla fitta rete di strade, mulattiere e sentieri su cui corre l’Alta Via.

    La prima parte del percorso è la stessa che va al Lago di Nasta tra roccioni ed erba. Si supera la prima bastionata di rocce lisciate ed una successiva conca detritica, con neve ad inizio stagione, e si attacca una seconda bastionata rocciosa, formata da una nervatura di rocce levigate fra due stretti canali detritici.

    Il Bastione

    Si monta sulla nervatura seguendo sempre i segni giallo-rossi e le indicazioni dell’Alta Via dei Re. Si percorre fino a un bivio segnalato con frecce in vernice, quelle di sinistra portano in breve al vicino Lago di Nasta, seguire a destra per il Passo Bròcan.

    Indicazioni su roccia

    Il Bastione sullo sfondo

    Si prosegue con Il Bastione in bella vista e con indicazioni chiare.

    Cartello

    Si taglia poi, in lunga diagonale in quota, la china di pietre che fascia la base del versante ovest del Bastione.

    Contornando la parete ovest del Bastione

    Si giunge in corrispondenza del valloncello facente capo al Passo Bròcan, è facile trovare neve soprattutto a inizio stagione estiva.  Si tralascia la traccia diretta ai colli Mercantour e Ghilià e, seguendo le indicazioni, si sale con decisione verso sinistra. Risalito un corto canalino detritico diagonale a destra, si taglia per un sistema di comode cenge una placconata rocciosa e, per l’ultimo pendio detritico, si raggiunge il passo di Bròcan.

    Passo di Bròcan in vista

    Il Passo è tra la cresta meridionale del Bastione e quella settentrionale della Cima di Bròcan, a 2892 m.

    Passo di Bròcan

    Si può anche poche decine di metri prima del passo piegare a sinistra e risalire una rampa di sfasciumi sotto la cresta fino a raggiungere il filo di cresta.

    La cresta si presenta all’inizio facile, si sale sulla sinistra di essa, affioramento di granito, fino alla base di un evidente salto a 2950 m. Questo si supera sul filo, ripido ma sicuro, 30 m, I-II.

    Il Bastione (cima) sullo sfondo

    Si evita sulla sinistra, lato ovest, un tratto delicato lungo una esposta cengia esposta, 5 m, II-, si ritorna poi sul filo di cresta, 10 m,  e si sale sulla sommità di un gendarme. Si scende, sempre tenendo il filo, sulla stretta forcellina seguente, 5 m, II-.

    Si supera in arrampicata il salto soprastante, 10 m, II che  in uscita presenta il passo chiave dell’itinerario, un lastrone fessurato quasi verticale, 3 m, III. Sul posto c’è una corda (dato dell’anno 2017).

    Passo chiave

    Sul terrazzo soprastante  c’è un chiodo con fettuccia per la calata in corda doppia.

    Si continua ora lungo la cresta sud, con poco dislivello, seguendo prima il filo poi le poco evidenti cenge poste sul versante ovest.

    Proseguendo sulla cresta di conserva

    Si raggiunge il castello sommitale, molto esposto sul lato est, e si sale l’ultimo tratto, 50 m, II- tenendosi sul lato occidentale.

    Castello sommitale

    Si raggiunge la vetta in ore 1,15-1,30.

    Angelo in vetta

    Croce di vetta

    Roberto con il Baus sullo sfondo

    Lago Chiotas (a sinistra) e lago Bròcan

    Cima di Nasta in primo piano

    Lago di Nasta ancora ghiacciato

     

    Gelàs traversata degli Italiani

    Al ritorno si percorre al ritorno la via dell’andata.

    Via di cresta percorsa

    Scendendo 

    Calata in corda doppia

    Vista sul Rifugio scendendo

    Si giunge al Rifugio Remondino e da lì fino al Piano della Casa del Re.

    Libro: In cima nelle Alpi marittime, volume II, Michelangelo Bruno e Jean-Charles Campana, Edizioni BLU

     

     

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