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  • Valle: Grande di Lanzo (Val)
  • Partenza: Forno Alpi Graie
  • Destinazione: Francesetti (Punta)
  • Regione: Piemonte - Haute Maurienne
  • Difficoltà: TD
  • Durata: 8 h
  • Gruppo: Sea-Monfret
  • Attacco sentiero: Forno Alpi Graie segnavia 308
  • Altitudine partenza: 1219
  • Altitudine arrivo: 3410
  • Dislivello: 2191
  • Esposizione: est-sud-est
  • Punti di appoggio: Bivacco Fassero-Soardi (2250 m)
  • Note:

    Francesetti “Via del pilastro est-sud-est”

    Prima salita: M. Blatto, R. Bensio 1993 (ripetuta e raddrizzata nella prima parte nel 2013 da M. Blatto e R. Bensio)

    Difficoltà: TD+; R3/III 6c (6a/A2 obbl.)

    Lunghezza: 400 metri

    Note: bella e impegnativa salita su roccia ottima, con rientro da non sottovalutare. All’epoca dell’apertura fu il primo VII+ superato a quella quota sulle Alpi Graie meridionali.

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    Accesso: Da Forno Alpi Graie seguire il segnavia n° 308 fino a raggiungere il Bivacco Fassero – Soardi 2250 m (ore 3)

    Dal bivacco seguire brevemente la traccia diretta al Col di Sea abbandonandola dopo circa 15 minuti. Salire prima per dossi erbosi con affioramenti rocciosi ed entrare nel canalone detritico che conduce alla base della parete est della Punta Francesetti. Salire al meglio e dirigersi alla base dell’evidente pilastro grigiastro posto appena a destra del canale che d’inverno ospita la bella goulotte di ghiaccio.

    L’attacco è alla base di un evidente pilastro staccato che forma un diedro con il corpo della parete principale.

    Salita: salire il pilastro al centro lungo un sistema di fessure che ne incidono le belle placche compatte (due lunghezze IV+, V+ e 6a; 60 m), fino in cima allo stesso. Qui si delinea un canale roccioso fiancheggiato da due speroni. Attaccare quello di sinistra e seguirlo all’incirca lungo il filo fino a una terrazza inclinata (due lunghezze V+, 1 chiodo lasciato; 50 m).  

    Vincere la parete strapiombante superando al centro un evidente diedro V+, da cui ci si sposta a sinistra per salire un diedro successivo con dura opposizione 6a+ (S5, 30 metri) andare a destra e salire una fessura con passo impegnativo 6b uscendo in una zona di rocce più rotte (S6; 30 m). Superare una fascia di placche di roccia giallastra sul lato destro,  fino alla base di un placcone orientato a sud-est, dove si sosta alla base di un diedro (IV+ 40 metri.)

    Salire il diedro inclinato a destra grazie alla fessura di fondo 6a e poi il sistema di placche tenendosi presso lo spigolo destro, fino a guadagnarne il filo, a sinistra di una terrazza che guarda sulla parete est-nordest (neve possibile; S7 40 m V+). proseguire senza via obbligata tra rocce più rotte fino a portarsi alla base dello spigolo est-sud-est della Punta Francesetti, culmine del pilastro (40 m; III e IV). Seguire il torrione che definisce lo spigolo fino in cima V+,V e 6a+, sostando dietro di esso alla base di placche compatte (30 m).

    Proseguire sullo spigolo che delimita a sinistra le placche e arrivare sotto un tetto caratteristico, il “tetto a banana” che sbarra la prosecuzione. Il tetto è inciso da due fessure che obbligano a un passo molto impegnativo 6b+ e 6c. Sostare poi sopra il tetto in una nicchietta (30 m). Proseguire su rocce più facili in un diedro canale e uscire infine sulla cresta sud-sud-est (40 m IV+). seguire la cresta facilmente fino in vetta.

    Il superamento del difficile "tetto a banana" 6c

    Il superamento del difficile “tetto a banana” 6c

    Discesa: dalla vetta scendere in direzione della breve crestina sud di rocce rotte e friabili che, con facili passi di arrampicata, porta al Passo delle Disgrazie. Di qui si può scendere, se il canale è innevato, sul versante italiano  (caduta pietre).

    Se non vi fossero le condizioni di sicurezza (canale detritico e senza neve), salire invece fino alla base ovest della Cima nord della Piatou, superando la crepaccia terminale. Dalla vetta abbassarsi per facili rocce (neve) nel vallone roccioso e detritico che scende verso il versante di Sea e raggiungere la base del Picco delle Balme. Di qui, superando alcune fasce rocciose, si guadagna facilmente il fondo del vallone e quindi si ritorna al bivacco (ore 2 – 2,30 dalla vetta).

    Materiale: qualche chiodo, due serie di friend fino al 4BD, una scelta di nut, cordoni per le soste. Piccozza e ramponi.

     

     

     

     

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