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  • Valle: Grande di Lanzo (Val)
  • Partenza: Forno Alpi Graie (Groscavallo – TO)
  • Destinazione: Punta Girard
  • Regione: Piemonte
  • Difficoltà: AD
  • Durata: 7 ore
  • Gruppo: Gruppo delle Levanne
  • Attacco sentiero: dalla piazza di Forno
  • Altitudine partenza: 1219
  • Altitudine arrivo: 3262
  • Dislivello: 2043
  • Esposizione: varie
  • Punti di appoggio: Rifugio Daviso
  • Note:

    Punta Girard

    Salita alla Punta Girard con tappa al Rifugio Daviso nella Val Grande di Lanzo.

    Si parte dal fondo della piazza di Forno Alpi Graie e si gira a sinistra dopo l’albergo, successivamente si attraversa il ponte sul torrente Gura e si prende subito a destra la strada sterrata che passa tra una parete rocciosa posta a sinistra e il torrente a destra.

    Alla partenza per il Rifugio Daviso  La Punta Girard è l’ultima a destra

    Si segue il sentiero che volge poi a sinistra e prosegue per un tratto a mezza costa su una strada sterrata, fino all’imbocco del sentiero segnato come 315 che si segue.

    Cartello segnaletico Cartello segnaletico

    Dopo circa 40 minuti si arriva a un masso caratteristico, si continua su un piatto costolone fino a un gruppo di baite. Il sentiero sale dietro le baite fino a raggiungere un vasto pianoro, dove a sinistra si trovano altre baite, visibili dal sentiero e dietro queste il Lago della Gura, asciutto nei periodi di maggiore siccità.

    Salendo al Rifugio Daviso Salendo al Rifugio Daviso

    Si continua in un saliscendi dove si attraversa prima il Rio Bramafam.

    Ponte sul Rio Bramafan Passerella sul Rio Bramafam

    Poi si arriva al bivio segnalato per il Bivacco Ferreri-Rivero (https://www.caitorino.it/rifugi/ferreri), da poco ristrutturato, che si lascia a sinistra, si attraversa il torrente Gura.

    Bivio per il Rifugio Daviso Bivio verso il Rifugio Daviso

    Si segue il sentiero che riprende a salire fino a raggiungere  prima le baite del Gias Milon.

    Gias Milon verso il Rifugio Daviso Gias Milon

    Il luogo è carico di storia, al Gias Milon l’Ussi ha promosso il primo campeggio femminile, riportato nella copertina dell’Illustrazione del Popolo del 5 agosto 1923 (vedi www.societastorica-dellevallidilanzo.it/18—cronache-in-copertina.html).

    Proseguendo si giunge alle baite del Gias Gran Pian, a 2147 m.

    Gias Pian Gias Gran Pian

    Baite del Gran Gias Pian verso il Daviso Baite del  Gias Gran Pian

    Al termine di questo pianoro si risale la ripida costiera sulla quale sorge il Rifugio Daviso, a 2280 m,  in circa 2,30 / 3 ore da Forno Alpi Graie.

    Rifugio Daviso Rifugio Daviso, 2280 m

    Il Rifugio è gestito dal Cai di Venaria fin dal 1962, con la presenza a turno dei soci.

    Per la Punta Girard si parte dietro il Rifugio seguendo le indicazioni.

    Indicazioni al Rifugio Daviso Indicazioni al Rifugio Daviso

    Proprio dietro il Rifugio inizia il sentiero.

    Partendo dal Rifugio Daviso Seguendo il sentiero

    Si arriva a un masso con le indicazioni per il Col Girard, via normale che risale un canale normalmente innevato.

    Indicazione per la punta Girard su masso Indicazione per il Col Girard a sinistra.

    Si seguono le indicazioni per il Col Girard.

    Marco Blatto con il primo sole Marco con il primo sole

    Si prosegue dirigendosi verso destra in una zona con grosse pietre.

    Verso la Punta Girad Traverso con pietrame

    Verso la Punta Girad Zona percorsa verso la Punta Girard

    Giunti in prossimità della cresta est inizia la parte alpinistica che segue la cresta, valutando il percorso da fare, non obbligato.

    Cresta est All’attacco della cresta est della Girard

    La cresta est fu seguita nella prima ascensione della cresta stessa da Antonio Castagneri detto Toni del Tuni, grande guida alpina di Balme, autore di ben quarantatré prime salite.

    All'attacco della cresta est della Girad Sulla cresta est della Girard

    Le difficoltà variano fino al terzo grado.

    Cresta est della Girad Cresta est della Girard

    Verso la parte terminale in una zona meno impervia si trovano dei muretti fatti dai partigiani che avevano lì posizionato un piccolo mortaio giungendo dal Col Girard, in caso di necessità si ritiravano sul versante francese.

    Cresta est della Girad Cresta est, muretti fatti dai partigiani

    Dopo, la salita torna a essere più impegnativa.

    Prima della punta della Girad Prima del tratto finale della Girard

    Traverso esposto prima della cima Traverso esposto

    Ci si congiunge con un percorso sotto la vetta verso sinistra fino alla cresta sud per salire l’ultimo tratto alla Girard.

    Traverso sotto la cima della Girard Traversando verso sinistra sotto la cima della Girard

    Si giunge infine alla vetta con una croce.

    Marco Blatto sulla Punta Girard Marco Blatto sulla Punta Girard

    Sulla cima della Girard Sulla cima della Girard

    C’è un libro di vetta: la cima è poco frequentata, normalmente dal versante francese.

    Libro di vetta della Girard  Libro di vetta con nostro scritto

    Dalla cima panorama superbo!

    Punta Clavarino 3260 m Punta Clavarino, 3260 m

    Mont Pourri 3779 m Mont Pourri, 3779 m

    Panoramica dalla Punta Girard. 

    Dalla vetta si scende sul versante francese per puntare a destra verso il Passo dell’Arc. 

    Ci si cala in corda doppia dal Passo dell’Arc, 3197 m, versante est, attenzione alle pietre mobili.

    Punto di calata in corda doppia Punto di calata

    Marco si cala in corda doppia Marco si cala in corda doppia

    Si raggiunge dopo la calata il ghiacciaio della Levanna.

    Dopo il passo dell'Arc Dopo il Passo dell’Arc, ghiacciaio della Levanna

    Costeggiando la cresta est Costeggiando la cresta est

    Dal ghiacciaio la discesa scende verso est e poi sud-est per passare alla base della cresta est della Girard, portarsi al Col di Fea a 2594 m, e da lì al Daviso. Dal Rifugio stesso itinerario dell’andata.

    Servono corda, fettucce, friends medi, piccozza e ramponi.

    Per conoscere la storia alpinistica delle Valli di Lanzo segnalo il bel libro di Marco Blatto che mi ha guidato nell’ascensione: “Li fol däl rotchëss. La grande avventura esplorativa sulle montagne delle Valli di Lanzo“. (Uja editrice)

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