arrampicata arrampicata
  • Valle: Grande di Lanzo (Val)
  • Partenza: Forno Alpi Graie - Groscavallo
  • Destinazione: Specchio di Iside
  • Regione: Piemonte
  • Difficoltà:
  • Durata: 4 h
  • Gruppo: Leitosa
  • Attacco sentiero: 308
  • Altitudine partenza: 1219
  • Altitudine arrivo: 1802
  • Dislivello: 583
  • Esposizione: ovest
  • Punti di appoggio: Albergo Ristorante Savoia
  • Note:

    “Via del Temporale” 160 m TD-; 6c+/A1; 5b/A1 obbligatorio; R2/II 

    L'imponente settore destro dello Specchio di Iside

    L’imponente settore destro dello Specchio di Iside

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Note: la “Via del Temporale”, se percorsa secondo il tracciato originale, costituisce una delle poche possibilità di arrampicata di difficoltà medio bassa sulle grandi pareti del Massiet. Aperta nel 1981 da Isidoro Meneghin con C. e M. Restagno, fu superata nei tratti chiave in arrampicata artificiale (oggi un agevole A1), mantenendo un grado obbligatorio abbastanza basso (V+). Nel 1993, durante una ripetizione, M. Blatto, F. Fantuzzo e S. Verga, superarono il diedro quasi interamente in arrampicata libera (6c+), e soli due chiodi resistettero. Nel 2003 Paolo Giatti e Marco Blatto hanno attrezzato le soste a spit e posizionato qualche protezione lungo i tiri, dove occorre in gran parte integrare con protezioni veloci e dove vi sono ancora parecchi chiodi originali. Nel 2010 lo stesso Blatto ha aperto una bella variante sul tiro finale valutabile 6b, mentre la via originale traversa in artificiale su due chiodi per poi riunirsi alla terrazza sommitale. Bella scalata classica, in grande esposizione nella parte alta. Il diedro di artificiale può risultare spesso bagnato all’inizio. Esposizione ovest, sole dalle 12,30 circa.

     

    Le docili placche d'attacco della "via del temporale"

    Le docili placche d’attacco della “Via del temporale”

     

    Accesso: risalire la Val Grande di Lanzo fino al suo termine, presso il villaggio di Forno Alpi Graie 1219 m. Al fondo del paese proseguire a sinistra oltrepassando il ponte sul Torrente Gura, quindi proseguire lungo lo sterrato fino a dove si biforca, parcheggiando l’auto al meglio a bordo strada. Salire a destra (indicazioni bivacco Fassero – Soardi, segnavia n° 308), lungo la strada di servizio dell’acquedotto che si segue fino al termine nei pressi di uno slargo. Si abbandona il segnavia 308 e si guada il Torrente Sea al meglio (attenzione nei periodi estivi di pomeriggio, quando la fusione glaciale aumenta la portata), proseguendo sulla sponda opposta fino al serbatoio di testa dell’acquedotto. Si continua dietro il lato sud della costruzione di cemento salendo una pietraia con grandi blocchi (ometti) fino raggiunger una debole traccia tra l’erba e i rododendri alla base dello Specchio di Iside. Seguire la traccia a destra passando sotto l’imponente parete e superare l’attacco di “Supercontroles” (scritta e freccia); salire qualche metro ripidamente sempre contornando la base della parete fino al punto in cui questa origina delle placche molto evidenti e dapprima abbattute. Qui attacca la “Via del temporale” (spit visibile in alto).

    In arrampicata libera sul difficile diedro centrale

    In arrampicata libera sul difficile diedro centrale

    Salita: salire la placca all’inizio un po’ abbattuta ma che si raddrizza verso l’alto, superando un bel passo in aderenza 4c (S1). Continuare nella nicchia sopra la sosta e uscire da questa con passaggio atletico 5a, poi seguire una larga e facile fessura 4c fino al ballatoio di sosta (S2). Attaccare a destra una fessura obliqua e vincerla con faticoso incastro 5b e 5c (interamente da proteggere), raggiungendo una lama verticale che si segue fino alla cengia di sosta 4c, fino alla base del grande diedro (S3). Salire il diedro molto liscio nei primi metri e privo di fessure 6c+ o A1 con chiodi in posto (tratto spesso bagnato) fino ad afferrare la fessurina sulla placca di destra e la fessura di fondo del diedro. Salire con atletica arrampicata 6b o A1 fino alla sosta che si fa “appesi” sulla faccia sinistra del diedro (S4). Salire ancora con un passo in libera 6b+ o A1, poi proseguire in artificiale sotto il tetto con delicato traverso verso destra A1 (due chiodi), fino ad afferrare oltre il bordo del tetto una fessura che si sale in dulfer 6a+ o A1 ribaltandosi su un gradino (1 nut incastrato, 1 chiodo e 1 spit in posto). Affrontare un muro aggettante ma breve 5c con due chiodi, e uscire sul gradino inclinato di sosta (S5). Di qui due possibilità:

    a) via originale: traversare a sinistra su un bombamento liscio su un vuoto di oltre 100 metri (2 chiodi) A1 e portarsi alla base di un diedro. Salirlo con bella arrampicata 5a e uscire sulla terrazza finale (S6)

    b) variante Blatto-Rivelli: dalla S5 superare una placca verticale 5c e raggiungere un vago diedro-fessura sfuggente che si supera integrando l’unico spit in posto 6b (S6)

    Discesa: con 3 doppie di 6o metri

    Materiale: in posto ci sono alcuni spit e chiodi tradizionali, più alcuni nut “artigianali” incastrati. Portare una serie di friend BD fino al 3, raddoppiando lo 0,75, il 2 e il 3. Utili 2 staffe se si sale in artificiale e il martello per ribattere eventuali chiodi.

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