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  • Valle: Maira (Valle)
  • Partenza: Grange Collet (2006 m)
  • Destinazione: Cialancion (Tête de)
  • Regione: Piemonte
  • Difficoltà: EE
  • Durata: ore 3,15
  • Gruppo:
  • Attacco sentiero: strada sterrata in prossimità delle Grange Collet
  • Altitudine partenza: 2006
  • Altitudine arrivo: 3019
  • Dislivello: 1013
  • Esposizione: ovest
  • Punti di appoggio: Campo Base località Chiappera
  • Note:

    Tête de Cialancion

    La Tête de Cialancion è un panoramico 3000 sulla sinistra orografica del Vallone del Maurin, alla testata della Valle Maira.

    Il percorso si snoda nella prima parte lungo una costante risalita del vallone, con indicazioni chiare corrispondenti (segnali bianco rossi o blu rossi) al sentiero Cavallero, sino a un ampio slargo prativo costeggiato da un laghetto. Una faticosa salita, con indicazioni scarse e percorso spesso intuitivo, caratterizza l’ascesa alla sommità nella seconda parte.

    Avvicinamento: Si segue la provinciale di fondovalle sino all’abitato di Chiappera/Saretto, in località Campo Base. Qui  inizia una lunga sterrata percorribile comunque, con la dovuta attenzione, in automobile. La sterrata (a un certo punto seguire al bivio la direzione destra) percorre il fondo del vallone alla nostra destra, passando sotto le pareti delle splendide Rocca Provenzale e Torre Castello.

    Si può lasciare l’automobile in prossimità di un’ampia curva alla nostra sinistra, alla testata del vallone, all’altezza del divieto di transito.

     Alla partenza

    Si prosegue a piedi effettuando un tornante alla nostra destra; qui la sterrata – che conduce alle Grange Collet – si situa alla confluenza dei due valloni: quello dell’Infernetto (prima indicazione, alla nostra sinistra) e, proseguendo, quello del Maurin, che è la nostra direzione, e verso cui si prosegue.

     Cartello indicatore

    Fabio sul segnato sentiero

    La risalita del vallone avviene lungo pendii modesti, sino a un ampio pianoro presso cui troviamo il Lago della Sagna, alimentato da un piccolo rio la cui sorgente è incastonata poco più avanti in un piccolo ma ameno canyon calcareo.

     Percorso di salita

    Al centro del pianoro un ammasso (Truna) di rocce ordinate. Il sentiero prosegue qui con una balza decisa, al culmine della quale è opportuno fermarsi e osservare il complesso alla nostra destra, alla cui cima (parzialmente visibile in cresta) c’è la nostra meta.

    Poco davanti a noi, una profonda dolina che lasceremo alla nostra sinistra risalendo il costone.

    La deviazione in direzione del declivio detritico verso la sommità, ben visibile la dolina come riferimento.

    Anziché proseguire lungo il sentiero in direzione del Colle di Maurin, ci dirigiamo dunque alla nostra destra risalendo dapprima un declivio erboso, e puntando direttamente alla cresta terminale in direzione di un’evidente fascia di detriti rocciosi fini di colore violaceo.

    Colatoio

    La fascia di detriti violacei in prossimità della cresta. E’ il punto di riferimento in direzione della cima.

     

     

     

     

     

     

     

     

    Da qui in avanti la risalita è lunga e faticosa, in parte aiutata da (pochi) ometti, in parte a intuito. Mai comunque difficile, sebbene vada prestata la dovuta attenzione alla pendenza e alla movimentazione delle pietre.

    Primo segnale in cresta

    Giunti in cresta dopo un primo segnale, un comodo sentiero, verso dx, porta alla cima, indicata da un segnale di pietre.

    Ultimo tratto

    La cima della Tete de Cialancion

    Spettacolare la visuale sull’intero Gruppo dello Chambeyron, a ovest, e alle cime dei Monti Maniglia, Faraut, Marchisa a est. Imponente l’Oronaye a sud. Nelle giornate di cielo pulito ben visibili in direzione nord-nord ovest i contrafforti del Massiccio degli Ecrins e la lingua del Ghiacciaio omonimo.

    Una panoramica dalla cima della Tête de Cialancion

    Il ritorno avviene per la via dell’andata

    NB: una variante, più lunga, consiste nel raggiungere il Colle di Maurin e contornare il complesso roccioso da est, raggiungendo la cima per l’ampia sella detritica.

     Caratteristico buco

     Rocca Provenzale e Torre Castello

     

     

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