Suddivisione “geografica”

Recentemente è stato realizzato un aggiornamento della suddivisione delle Alpi in un’unica classificazione europea dei gruppi montuosi, riportata nell'”Atlante orografico della Alpi SOIUSA” (Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino).  La nuova suddivisione si basa su una Bipartizione:

Alpi Occidentali ed Alpi Orientali

Le 36 sezioni appartenenti alle Alpi Occidentali e Orientali nella nuova suddivisione, e comprendenti sia gruppi montuosi italiani che esteri, sono: 

ALPI OCCIDENTALI:

  • Alpi Sud-Occidentali
    • SZ 1 – Alpi Liguri
    • SZ 2 – Alpi Marittime
    • SZ 3 – Alpi e Prealpi di Provenza
    • SZ 4 – Alpi Cozie
    • SZ 5 – Alpi del Delfinato
    • SZ 6 – Prealpi del Delfinato
  • Alpi Nord-Occidentali
    • SZ 7 – Alpi Graie
    • SZ 8 – Prealpi di Savoia
    • SZ 9 – Alpi Pennine
    • SZ 10 – Alpi Lepontine
    • SZ 11 – Prealpi Luganesi
    • SZ 12 – Alpi Bernesi
    • SZ 13 – Alpi Glaronesi
    • SZ 14 – Prealpi Svizzere

ALPI ORIENTALI

  • Alpi Centro-Orientali
    • SZ 15 – Alpi Retiche Occidentali
    • SZ 16 – Alpi Retiche Orientali
    • SZ 17 – Alpi dei Tauri Occidentali
    • SZ 18 – Alpi dei Tauri Orientali
    • SZ 19 – Alpi di Stiria e Carinzia
    • SZ 20 – Prealpi di Stiria
  • Alpi Nord-Orientali
    • SZ 21 – Alpi Calcaree Nordtirolesi
    • SZ 22 – Alpi Bavaresi
    • SZ 23 – Alpi Scistose Tirolesi
    • SZ 24 – Alpi Settentrionali
    • SZ 25 – Alpi del Salzkammergut e dell’Alta Austria
    • SZ 26 – Alpi Settentrionali di Stiria
    • SZ 27 – Alpi Settentrionali della Bassa Austria
  • Alpi Sud-Orientali
    • SZ 28 – Alpi Retiche Meridionali
    • SZ 29 – Alpi e Prealpi Bergamasche
    • SZ 30 – Prealpi Bresciane e Gardesane
    • SZ 31 – Dolomiti
    • SZ 32 – Prealpi Venete
    • SZ 33 – Alpi Carniche
    • SZ 34 – Alpi Giulie
    • SZ 35 – Alpi Carinziano-Slovene
    • SZ 36 – Prealpi Slovene

Gradi di difficoltà

Escursionismo

Scala difficoltà Escursionistiche

T = Turistico Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri. I percorsi generalmente non sono lunghi, non presentano alcun problema di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello tipico della passeggiata.
E = Escursionisti Itinerari su sentieri od evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie…). Sono generalmente segnalati con vernice od ometti (pietre impilate a forma piramidale che permettono di individuare il percorso anche da lontano). Possono svolgersi anche in ambienti innevati ma solo lievemente inclinati. Richiedono l’attrezzatura descritta nella parte dedicata all’escursionismo ed una sufficiente capacità di orientamento, allenamento alla camminata anche per qualche ora.
EE = Escursionisti Esperti Itinerari generalmente segnalati ma con qualche difficoltà: il terreno può essere costituito da pendii scivolosi di erba, misti di rocce ed erba, pietraie, lievi pendii innevati o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti). Pur essendo percorsi che non necessitano di particolare attrezzatura, si possono presentare tratti attrezzati se pur poco impegnativi. Richiedono una discreta conoscenza dall’ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La preparazione fisica deve essere adeguata ad una giornata di cammino abbastanza continuo.
EEA = Escursionisti Esperti con Attrezzatura Itinerari su percorsi attrezzati (o vie ferrate), richiedono l’uso dei dispositivi di autoassicurazione.
EE/F = Escursionismo con tratto alpinistico Itinerari escursionistici, che prevedono un breve tratto di alpinismo con passaggi di I o II grado

Alpinismo

Scala difficoltà Alpinismo

F F+ Facile (non presenta particolari difficoltà)
PD- PD PD+ Poco difficile (presenta qualche difficoltà alpinistica su roccia e neve, pendii di neve/ghiaccio fino a 35-40°)
AD- AD AD+ Abbastanza difficile (difficoltà alpinistiche su roccia e ghiaccio, pendii di neve/ghiaccio fino a 40-50°)
D- D D+ Difficile (difficoltà alpinistiche su roccia e ghiaccio, pendii di neve/ghiaccio fino a 50-70°)
TD Molto difficile (forti difficoltà alpinistiche su roccia e ghiaccio, ghiaccio fino a 70-80°)
ED Estremamente difficile (difficoltà alpinistiche estreme su roccia e ghiaccio, ghiaccio fino a 90°)

Arrampicata

Gradi di difficoltà in arrampicata

Scala di misura francese per assegnare i gradi di difficoltà delle vie

UIAA Francia
I 1
II 2
III 3
IV 4
V- 5a
V 5b
V+ 5b – 5c
VI- 5c
VI 6a
VI+ 6a+
VII- 6b
VII 6b+
VII+ 6c
VIII- 6c+
VIII 7a
VIII+ 7a+
IX- 7b – 7b+
IX 7b+ – 7c
IX+ 7c+
X- 8a – 8a+
X 8b
X+ 8b – 8b+
XI- 8c – 8c+
XI 8c+ – 9a
   
XII- 9a+
XII 9b – 9b+
XII+ 9c

Scialpinismo

Scala difficoltà Sci alpinismo

MS  Medi sciatori
BS Bravi sciatori
OS Ottimi sciatori
MSA Medi sciatori alpinisti
BSA Bravi sciatori alpinisti
OSA  Ottimi sciatori alpinisti

Racchette da neve

WT1 Escursione facile con racchette < 25°. Nell’insieme piatto o poco pendente. Non ci sono pendii ripidi nelle immediate vicinanze. Nessun pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte. Conoscenze di valanghe non necessarie.
WT2 Escursione con racchette < 25°. Nell’insieme piatto o poco pendente. Pendii ripidi nelle immediate vicinanze. Pericolo di valanghe. Nessun pericolo di scivolamenti o cadute esposte. Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.
WT3 Escursione impegnativa con racchette < 30°. Nell’insieme poco o moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi. Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti corti non escluso. Conoscenze di base nella valutazione del pericolo di valanghe.
WT4 Itinerario alpino con racchette < 30°. Moderatamente pendente. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti, parzialmente cosparsi di roccette. Ghiacciaio povero di crepacci. Pericolo di valanghe. Pericolo di scivolamenti con rischio di ferimento. Pericolo di cadute esposte non escluso. Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Conoscenze di base dell’ambiente alpino. Buona tecnica di progressione.
WT5 Itinerario alpino impegnativo con racchette < 35°. Ripido. Brevi passaggi ripidi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio.
Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini. Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Buone conoscenze dell’ambiente alpino. Sicurezza nella progressione.
WT6 Itinerario alpino difficile con racchette > 35°. Molto ripido. Passaggi molto impegnativi e/o traversate di versanti e/o passaggi rocciosi. Ghiacciaio ricco di crepacci. Pericolo di valanghe. Pericolo di cadute esposte. Pericolo di cadute in crepacci. Pericoli alpini. Buone conoscenze nella valutazione del pericolo di valanghe. Ottime conoscenze dell’ambiente alpino. Sicurezza nella progressione su roccia, nevai e ghiacciai.

Vie Ferrate

Scala di gradazione delle difficoltà globali su vie ferrate

F Ferrata Facile Sentiero attrezzato poco esposto e poco impegnativo con lunghi tratti di cammino. Tracciato molto protetto, con buone segnalazioni, dove le strutture metalliche si limitano al solo cavo o catena fissati unicamente per migliorare la sicurezza.
PD Ferrata Poco Difficile Ferrata con uno sviluppo contenuto e poco esposta. Il tracciato è di solito articolato con canali, camini e qualche breve tratto verticale, facilitato da infissi come catene, cavi, pioli o anche scale metalliche.
D Ferrata Difficile Ferrata di un certo sviluppo che richiede una buona preparazione fisica e una buona tecnica. Il tracciato è spesso verticale ed in alcuni casi supera anche qualche breve strapiombo, molto articolato, con lunghi tratti di esposizione; attrezzato con funi metalliche e/o catene, pioli e/o scale metalliche.
TD Ferrata Molto Difficile Ferrata con passaggi aerei e tecnici, che richiedono un’ottima preparazione fisica e atletica e una buona tecnica. Il tracciato si svolge su rocce ripide ed estremamente articolate e a volte supera direttamente strapiombi con l’aiuto di pochi punti di appoggio artificiali. L’attrezzatura oltre alle funi metalliche e alle catene è realizzata con pioli o gradini artificiali.
ED Ferrata Estremamente Difficile Il tracciato prevede passaggi acrobatici, a volte creati ad arte, che in questo caso sono segnalati. Per aumentare l’impegno il tracciato è provvisto solo di funi o catene e i gradini artificiali sono rari. Per il superamento delle difficoltà del percorso quali pareti verticali e strapiombi bisogna essere in possesso di una discreta tecnica di arrampicata e di un’ottima forza fisica.

Nuova scala integrativa delle difficoltà.

I parametri da stabilire sono due: “R” (rischio) e “S” (lunghezza della spittatura).

La lettera “R” è seguita da un numero da 1 a 6 che ne rappresenta livello di pericolosità (dove 1 è il rischio minore e 6 il rischio maggiore).
Nelle vie spittate si usa la lettera “S” è seguita da un numero da 1 a 6 e la valutazione si intende relativa solamente alla distanza tra gli spit, dove 1 indica spit ravvicinati e 6 spit molto distanti.
Per le vie miste si utilizzerà la sigla “RS“.
Per ogni grado di difficoltà si stabilisce una definizione in funzione della distanza e dell’affidabilità delle protezioni.
La valutazione è la media dei tratti più impegnativi della via, in modo da fornire un quadro medio della proteggibilità.

R = Rischio

R1 Facilmente proteggibile con protezioni sempre solide, sicure e numerose. Limitati tratti obbligatori. Lunghezza potenziale della caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze.
R2 Mediamente proteggibile con protezioni sempre solide e sicure ma più rade. Tratti obbligatori tra le protezioni. Lunghezza potenziale della caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze.
R3 Difficilmente proteggibile con protezioni non sempre buone e distanti. Lunghi tratti obbligatori. Lunghezza potenziale della caduta fino a 7-8 metri al massimo e volo con possibile infortunio o caduta senza conseguenze letali.
R4 Difficilmente proteggibile con protezioni scarse o inaffidabili e/o distanti che terrebbero solo una piccola caduta. Lunghi tratti obbligatori. Lunghezza potenziale della caduta fino a 15 metri con possibilità di fuoriuscita di ancoraggi e volo con probabile infortunio o caduta senza conseguenze letali e volo fino a 25 – 30 metri.
R5 Difficilmente proteggibile con protezioni scarse, inaffidabili e distanti che terrebbero solo una piccola caduta. Lunghi tratti obbligatori. Possibilità di lunghe cadute e di fuoriuscita di ancoraggi che può determinare un volo molto lungo con probabile infortunio o caduta senza conseguenze letali e volo di oltre 40m.
R6 Improteggibile se non per brevi e insignificanti tratti lontani dai passaggi chiave del tiro. Una eventuale caduta può avere conseguenze anche letali e può causare la fuoriuscita della sosta.

S = Spittatura

S1 Spittatura normale come quella utilizzata in falesia. Distanza mai superiore ai 3/4 m tra uno spit e l’altro. Lunghezza potenziale della caduta qualche metro al massimo e volo senza conseguenze.
S2 Spittatura distanziata e tratti obbligatori tra le protezioni. Lunghezza potenziale della caduta una decina di metri al massimo e volo senza conseguenze.
S3 Spittatura a volte anche molto distante, passaggi quasi sempre obbligatori. Distanza tra gli spits anche superiore ai 5 metri Voli lunghi, ma non necessariamente pericolosi.
S4 Spittatura molto distanziata (oltre i 7 metri) passaggi obbligatori. Una caduta può provocare un infortunio o caduta senza conseguenze e volo fino a 20 metri.
S5 Spittatura oltre i 10 metri Passaggi obbligatori e tratti dove una caduta può facilmente provocare un infortunio (caduta su terrazzi e cenge al suolo). Anche le cadute senza conseguenze non sono mai inferiori ai 25m.
S6 Spittatura solo parziale e posizionata lontano dai passaggi chiave, tratti molto lunghi, anche superiori ai 20m, in cui una caduta può avere conseguenze anche letali. Anche le cadute senza conseguenze non sono mai inferiori ai 40 m.