In Val d’Ala, alle pendici del Monte Bessanetto, una recente via di arrampicata aperta dalla guida alpina Giancarlo Muyo Maritano con Benedetto e Filippo Angelini nel 2023: “Gioiello Nascosto” alla Sentinella di Saulera. Gli apritori l’hanno definita una “via di stampo alpinistico” (percorribile con scarponi o scarpe da approach). La via che ha uno sviluppo di 175 m è stata è attrezzata con fix, se si vuole si possono utilizzare protezioni mobili (Friends 0.4-2 BD). Il grado massimo è di 5c, mentre la difficoltà obbligatoria è di 5b.
Prima ripetizione fatta con Marco Blatto, via che corre a destra del “Signore dei licheni” salita trad nel 2015 da Marco. Roccia generalmente buona ma che richiede un po’ di attenzione in alcuni punti. Come ricorda Marco in un suo commento alla via aperta: «ottimo lavoro e una possibilità in più per “giocare” in Saulera».
Accesso
Si percorre la Val d’Ala fino alle Grange della Mussa a 1765 m.
Belle aperture sulle cime vicine, tra cui la Punta Rossa di Sea.
Avvicinamento
Si parcheggia di fronte al ristorante Bricco (ora chiuso), posto a metà del Pian della Mussa, quindi si attraversa la Stura e si imbocca a sinistra il sentiero che sale verso il Passo delle Mangioire, segnavia 219. Dopo un breve tratto il sentiero si divide: noi abbiamo seguito quello a sinistra, il n. 218, è il più diretto. Poi si sale con tornanti e gradini rocciosi, talvolta faticosi! In un tratto il sentiero è posto sul delimitare di un salto roccioso, occorre prestare attenzione. Poi termina la salita e tratto in piano seguito da breve discesa e risalita decisa, quindi nell’ampio falsopiano dove c’è l’Alpe Saulera, 2095 m. Tenendo l’alpeggio sulla destra, si approccia un tratto più ripido fino alla conca del Pian degli Alamànt. Da qui, in prossimità di un grosso masso con l’indicazione del sentiero, si abbandona il sentiero stesso per andare a destra su prato alla base della parete. L’attacco è vicino ad un’evidente spaccatura della roccia in leggera diagonale da destra verso sinistra.
Itinerario via
L1: 4c, 20 m, come indicazione è presente un cordone sul primo spit.
L2: 5c (o 5b/A0), 15 m
L3: 5a, 20 m
L4: 4c, 25 m
L5: 4c, 40 m
Si raggiunge una selletta erbosa e si va decisamente a sinistra, è presente uno spit con cordone dove occorre piegare a sinistra. Si perviene al filo dello spigolo, ed inizia la parte più bella della via sul filo.
L6: 5a, 20 m
Attenzione per qualche pietra mobile sulla piccola piattaforma.
L7: 5b, 22 m
Quest’ultimo tiro porta alla sosta di arrivo.
Discesa in doppia dalla via. Si parte dall’ultima sosta e si fa una doppia di 30 m fuori via (si scende dritti lungo un canalino roccioso). Si raggiunge un fix con maillon fuori via.
Da lì con una doppia lunga (noi avevamo due mezze corde da 60 m) si arriva al canalino erboso. (Le modalità di calata descritte dagli apritori sono diverse). E’ sufficiente, come dichiarato dagli apritori, una corda di 60 m. Noi avevamo due mezze corde e, dopo la prima calata da S6, siamo scesi dallo spit con cordone sulla terrazza con 60 metri nel canale sottostante. Soluzione velocissima, ma meglio avere gli scarponi o le scarpe approach. Forse in questo caso sarebbe meglio lasciare un maillon rapid al fix di sosta (non l’avevamo), noi abbiamo doppiato il cordone. Da lì, in pochi minuti si raggiunge il punto di attacco.
Sul lato orografico destro del vallone si trova la bellissima via “Qui non c’è il mare“.
Materiali: 8 rinvii, noi avevamo due mezze corde da 60 m. Friends 0.4-2 BD non indispensabili.