Per afferrare nel suo insieme l’architettura della montagna.

Leggendo il libro Il ragazzo selvatico di Paolo Cognetti sono stato colpito dalla interessante citazione di un brano di Élisée Reclus tratto dal libro Storia di una montagna (Histoire d’une montagne, 1880) che affronta il tema:per afferrare nel suo insieme l’architettura della montagna.

“Da ogni punta, ogni burrone, ogni versante, il paesaggio della montagna si mostra sotto un nuovo rilievo, con un altro profilo. Il monte non è, da solo, un intero gruppo di montagne; così in mezzo al mare ogni onda è irta di innumerevoli piccole onde irregolari. Per afferrare nel suo insieme l’architettura della montagna bisogna studiarla, percorrerla in tutti i sensi, inerpicarsi su ogni pendio, penetrare fin nella più piccola gola. Come ogni cosa, è un infinito per chi vuole conoscerla nel suo intero”.

Visolotto, la cima tocca il cielo

Il Visolotto

È vero che la conoscenza dell’architettura di una montagna non ha praticamente termine, basti pensare ai cambiamenti che la segnano, all’alternarsi delle stagioni che la mutano ed anche alle nuove vie di salita tracciate dagli scalatori.

Nella mia esperienza ho evidenza che le montagne che più frequento, le più conosciute non sono mai completamente uguali, riservano sempre novità, magari piccole, come un sentiero leggermente franato, come un piccolo crollo di rocce. 

La conoscenza profonda dell’insieme della montagna, parafrasando il titolo del film Grido di pietra, è possibile dentro un grido di significato aperto verso il cielo, verso l’Infinito.

Alcune note su Reclus

Fu valente geografo, di ispirazione anarchica. Il suo amore per la Terra e la comunità umana lo individuano come uno dei precursori dell’ecologia politica. Élisée Reclus fu membro sia dell’antica Société de Géographie francese sia della Royal Society of Geography inglese, la più grande istituzione scientifica del tempo.

Élisée Reclus

L’opera più importante di Elisée Reclus è La Nouvelle Géographie Universelle (NGU). Essa consta di diciannove volumi per complessive 20.000 pagine. Reclus è stato il primo estensore nonché il coordinatore dell’opera. È infatti un’opera collettiva per impianto e organizzazione intellettuale. Se si sfogliano i volumi della NGU e si esanima la corrispondenza di lavoro di Reclus con i suoi collaboratori, emerge una rete presente in diverse parti del mondo. Reclus riuscì a creare attorno a sé un gruppo di geografi anarchici, questi erano perfettamente inseriti nel mondo scientifico dell’epoca ma non in quello accademico vista la loro concezione culturale.

Élisée Reclus

About author

Roberto Gardino

Insegnante di educazione fisica in pensione. Appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Sono attento all'educazione dei giovani e accompagno spesso gruppi numerosi. Ho curato la mostra e il libro La Compagnia della Cima.