Un breve brano del Cardinale di Torino Roberto Repole che rivolgendosi agli adulti il 21 novembre 2025 e parlando del grande racconto biblico della Creazione usa una bella metafora: riprendiamo a respirare a pieni polmoni quando ridiventiamo capaci di guardare con lo stupore e la meraviglia propri dei bambini.
«All’origine non c’è il nulla, ma c’è Qualcuno, c’è Dio. Per questo ci manca l’aria e ci viene da soffocare quando ci rapportiamo alla vita solo con l’intento di conoscere le cose, di dominarle, di trasformarle, di utilizzarle.
Riprendiamo invece a respirare a pieni polmoni quando ridiventiamo capaci di guardare una pianta, un lago, un filo d’erba, la neve che scende, l’alba da una vetta di montagna
o il tramonto sulla spiaggia del mare con lo stupore e la meraviglia che avevamo tutti da bambini».
Leggendo l’intervento di Roberto Repole ho voluto riportare sul sito questo inciso che fissa in modo chiaro un’esperienza più volte vissuta andando in montagna. L’esperienza di ammirare la realtà con stupore e meraviglia. Realtà che c’è lì per me, che si impone al mio sguardo e posso ammirarla senza pensare di dominarla.



