Rognosa d’Etiache, cima NE

  • Destinazione: Rognosa d'Etiache
  • Zona: Alpi Cozie [sez. 4]
  • Gruppo montuoso: Gruppo della Pierre Menue [Alpi del Moncenisio ]
  • Regione: [IT] Piemonte
  • Valle: Valle di Susa
  • Difficoltà: F
  • Data: 15/09/2026
  • Traccia GPX: Scarica
  • Partenza: Rifugio Scarfiotti - Crosetto
  • Altitudine partenza: 2156
  • Altitudine arrivo: 3376
  • Dislivello: 1220
  • Attacco percorso: dal piazzale antistante il rifugio
  • Esposizione: nord-ovest
  • Punti di appoggio: Rifugio Scarfiotti - Crosetto

Una montagna nota per le spettacolari pareti di quarzite rosso bruna che la caratterizzano, è la Rognosa d’Etiache, salita alla cima NE,  3362 m, dal Rifugio Scarfiotti – Crosetto posto nel Vallone di Rochemolles che è  laterale alla Valle di Susa.  La Rognosa d’Etiache si presenta come una cresta particolarmente incisa ed orientata da nord-est a sud-ovest, due le punte principali: la NE e SO, 3382 m.  Sorge completamente in territorio italiano, dalla cima NE si domina il Vallon d’Etache, vallone che scende verso l’abitato di Bramans nella Maurienne.

Accesso

Dall’autostrada Torino-Bardonecchia si imbocca l’uscita di Bardonecchia, che è l’ultima prima del Traforo del Frejus. Poco dopo, giunti a una rotonda si seguono le indicazioni per Rochemolles. La strada in alcuni punti è stretta, supera alcuni tornanti sino al piccolo paese di Rochemolles; oltre, per un tratto la strada è ancora buona poi diventa sterrata. Si continua sulla strada, da percorrere con attenzione, conviene avere un’auto adatta; si oltrepassa il lago artificiale posto a sinistra e si prosegue fino al Piano di Fond. Poi si scende brevemente a sinistra su una diramazione della strada e si può parcheggiare nello slargo, posto poco prima del Rifugio Scarfiotti – Crosetto

Rifugio Scarfiotti Crosetto

Itinerario

Dal Rifugio Scarfiotti – Crosetto ci si dirige in direzione della cascata alle spalle del rifugio. Seguendo le tracce si devia a sinistra e si supera il torrente, laddove una fila di pietre facilita il guado.

Un cartello in legno indica l’inizio di un sentiero che con ripidi tornanti risale una pietraria di brecciolino, il tratto risulta faticoso. Verso il basso Vallone di Rochemolles si vedono la Cima del Gran Vallone e la Cima Guardiola.

Cima del Gran Vallone

Dopo si costeggiano le balze rocciose sovrastanti, poste a sinistra, si attraversa un piccolo ruscello, infine si raggiunge l’anello del sentiero geologico Someiller nei pressi di un cartello segnaletico, (segnavia EPT 726) più avanti si incontra un pannello informativo.

Si segue ora questo sentiero in direzione sud-est aggirando le propaggini meridionali dell’imponente Bric di Mezzodì. Quindi si raggiunge una conca, ed in essa si abbandona il sentiero andando in direzione nord-est passando vicino e a sinistra di un enorme masso e seguendo gli ometti che indicano il percorso.

N.B. Si può affrontare direttamente prima la pietraia a sinistra per raggiungere un’esile traccia che passa più alta e vicina al Bric di Mezzodì, 2907 m, per poi ricongiungersi più avanti, come risulta nella traccia allegata da noi. Conviene seguire il percorso qui descritto e non la traccia gpx.

Si risale nel Vallone della Rognosa prima con poca pendenza poi maggiore. Quando nel percorso l’inclinazione si fa decisa (in alto grandi massi) il sentiero taglia verso sinistra per raggiungere il lato orografico destro dello stesso. Si prosegue ed il percorso si incunea tra il Bric e i grandi massi a destra 

e si arriva dove c’è la deviazione per il Colletto di Mezzodì. Si continua lungo la traccia franosa e si punta in direzione del Colle della Rognosa raggiungendo un punto piano ottimo per la sosta.

Itinerario della parte finale

Brevissima discesa e risalita su pietraia seguendo gli ometti. Non sempre chiara la via dopo la parte iniziale, si va un po’ a sinistra poi in verticale fino ad un taglio orizzontale verso destra. Raggiunta la dorsale rocciosa si seguono i numerosi ometti e i segni rossi e si attacca con passi di arrampicata un’articolata balza rocciosa, che termina con un canale. Vista l’esposizione della parete occorre fare attenzione al possibile vetrato.

Oltre il canale una ampia fascia di pietrame è presente sotto la cresta,

la si risale seguendo le tracce e si punta verso sinistra verso la cresta di confine, ed in breve si raggiunge il punto nodale, 3374 m, e tenendosi poco sotto cresta sempre sul lato occidentale,

Vicino alla cima NE della Rognosa d’Etiache sullo sfondo la Pierre Menue

si arriva alla cima NE. Nella foto ormai vicino alla cima NE della Rognosa d’Etiache con alle spalle il Gros Peyron e sullo sfondo la Pierre Menue. (Tempo da noi impiegato 4,30 ore).

In cima

Panorama vastissimo, da sud si impone la montagna di Pietra: il Monviso.

Dall’intaglio della vicina cima SO si vede la Barre des Écrins con il Dôme de Neige des Écrins.

Rognosa d’Etiache, cima SO

La Vanoise con il Dôme de Chasseforêt, posto a destra del GhiacciaiodellaVanoise.

Il Rocciamelone, sulla cui cima è posto il santuario più alto d’Europa.

Sono solo alcune delle cime che si vedono, lontani il Monte Bianco, la Grande Sassière, il Gran Combin, il Cervino, il Gran Paradiso e molte altre vette.

Noi in cima: Giorgio, Roberto e Gianni.

Ritorno

Per la via dell’andata. Il ritorno prevede un tempo lungo per la presenza di una miriade di pietre dalle svariate dimensioni che richiedono attenzione costante e per il tratto in cui disarrampicare.

Maretiali: normale dotazione per alpinismo facile, utili i ramponi in caso di leggera neve.

Bric di Mezzodì e Rognosa d’Etiache


About author

Roberto Gardino

Insegnante di educazione fisica in pensione. Appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Sono attento all'educazione dei giovani e accompagno spesso gruppi numerosi. Ho curato la mostra e il libro La Compagnia della Cima.