La primavera per Emily Dickinson

Per Emily Dickinson la primavera è una rinascita, rinascita della natura e rinascita dell’uomo che come Nicodemo nasce di nuovo per vedere il Regno di Dio. Riporto tre poesie della poetessa statunitense attenta osservatrice della realtà, che si lascia da essa stupire.

Primavera 

Qualcosa di cambiato nell’aspetto dei monti;
Una luce splendente che riempie il villaggio;
Un’aurora più vasta;
Più profondo il crepuscolo sul prato;
L’orma di un piede vermiglio;
Un dito porporino sul pendio;
Una mosca insolente contro i vetri;
Un ragno che ritorna al suo lavoro;
Più maestoso l’incedere del gallo;
Un’attesa di fiori dappertutto;
L’ascia che canta stridula nei boschi;
Odor di felci su vie non battute,
Queste e altre cose che non posso dire,
L’aria furtiva che anche voi sapete,
Ed il mistero di Nicodemo
Ha la sua replica annuale.

La primavera per Emily Dickinson

Una luce esiste in primavera 

Una Luce esiste in Primavera
Non presente nel resto dell’Anno
In nessun altro periodo –
Quando Marzo è appena arrivato

Un Colore sta là fuori
Su Campi Solitari
Che la Scienza non può cogliere
Ma la Natura Umana sente.

Aspetta sul Prato,
Mostra l’Albero più lontano
Sul più remoto Pendio che conosci
Quasi ti parla.

Poi quando oltre gli Orizzonti
i meriggi si replicano lontani
Senza Formula di suono
Passa e noi restiamo –

Un senso di perdita
Intacca la nostra soddisfazione
Come se gli affari s’insinuassero d’un tratto
In un Sacramento –

Anemone

Primavera

Ad ogni incontro con la primavera
non so star quieta – sorge il desiderio
antico, un’ansia mista ad una attesa,
una promessa di bellezza

ed una gara di tutto il mio essere
con qualcosa che in essa si nasconde.
Quando la primavera svanisce, v’è il rimorso
di non averla guardata abbastanza.

Chiudo con un commento del mio amico Gianni Mereghetti in merito alla prima poesia pubblicata: “la poesia indica un’esperienza che faccio anch’io, quello della primavera è un incontro che mi colpisce e affascina. Inizia in modo semplice con i primi boccioli che compaiono sugli alberi e li colorano. Così io avverto qualcosa di nuovo che sta accadendo e che è segno di un inizio di bellezza. E’ semplicemente da guardare questo inizio e il suo sviluppo, che mi riempie di una grande freschezza”.

About author

Roberto Gardino

Insegnante di educazione fisica in pensione. Appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Sono attento all'educazione dei giovani e accompagno spesso gruppi numerosi. Ho curato la mostra e il libro La Compagnia della Cima.