Anello per il Lago Nero da Ferrera con discesa sul Lac de Roterel e Lago Arpone: un percorso che offre panorami selvaggi e stupendi.
Il nome ufficiale del Comune dal 1940 è Moncenisio ma è ancora chiamato Ferrera dagli abitanti e dai villeggianti perché si chiamava Ferrera Cenisio.
Per info sulla ricca storia del bellissimo paesino di Ferrera:
https://visitvaldisusa.it/ferrera-moncenisio-il-borgo-dei-marrons/)
Accesso
Dall’autostrada A32 uscire a Susa, seguire la SS25 del Moncenisio sino a imboccare a destra, dopo quasi 12 km, la SP212 per il Comune di Moncenisio: dopo aver superato il Lago Foppa (o Lago Piccolo) e raggiunto il suggestivo Lago Grande è possibile, svoltando a sinistra, proseguire sino al cimitero e lasciare l’auto nel vicino parcheggio.
Nella stagione estiva è possibile accorciare di qualche chilometro il percorso imboccando, poco più di 1 km dopo Susa, la strada che da Novalesa, con tratti molto ripidi e stretti tornanti, raggiunge l’abitato di Ferrera (la strada è chiusa in inverno).
Al termine della gita si consiglia di visitare il piccolo e splendido paesino, il Comune più piccolo del Piemonte, con i suoi due splendidi laghetti alpini.
Itinerario
Dall’altro lato della strada si inizia a salire sull’antica Strada Reale (sentiero 581), storica via di comunicazione costruita a partire dal 1749 (è possibile approfondire visitando il sito https://visitvaldisusa.it/la-strada-reale-storia-e-trekking-da-novalesa-a-ferrera-moncenisio/ oppure consultando l’interessante e dettagliatissimo libro UNA STRADA PER IL MONCENSIO – da Vittorio Amedeo II di Savoia a Napoleone I Bonaparte di P. G. Corino e L. Dezzani, Ed. Tipolito Melli, 1986).
Dopo pochi metri si incontra la Cappella di Santa Barbara, risalente al XV secolo (restaurata nel 2003-2004 da un amico di Ferrera con altri volontari); si prosegue sulla strada settecentesca, della quale è ancora possibile vedere resti dell’accurata selciatura, gradoni scavati nella roccia e muretti a secco.
Al primo bivio si prosegue a sinistra e si raggiunge la Regia Casa di Ricovero n. IV (1680 m) di fronte alla quale è presente la guardiola di confine utilizzata nel dopoguerra dai Carabinieri (in seguito il presidio di frontiera venne spostato a Bar Cenisio, prima presso il casotto di fronte al quale inizia la vecchia Strada Bar Cenisio-Lago Roterel-Bivio stazione teleferica bassa Giaset, costruita negli anni ‘30, poi presso il presidio frontaliero della Guardia di Finanza).
Svoltando a destra, occorre percorrere la SS 25 per qualche centinaio di metri fino all’inizio della Piana di San Nicolao (già in territorio francese, qui la Strada Statale 25 diventa la Route Nationale 6),
attraversare la strada e riprendere così a camminare sulla Strada Reale.
Salendo, con la Piana di San Nicolao in basso a destra, è possibile ammirare la rampa della Gran Scala, che caratterizza la storica strada napoleonica del Moncenisio; sullo sfondo dominano le cime innevate della Punta Roncia e della Punta Lamet.
Proseguendo (a un grosso bivio tenere la destra), si supera la zona della vecchia cava di marmo e si raggiunge la storica stazione teleferica bassa Giaset (da cui partiva una teleferica che saliva di circa 900 metri per rifornire le truppe e le opere del Malamot).
Una interessantissima documentazione fotografica dei forti ottocenteschi e delle opere del Vallo Alpino al Moncenisio è presente su:
https://www.archivoltogallery.com/photogallery/moncenisio/Bunker/Malamot/Teleferica/index.asp
Si svolta a sinistra sul sentiero che sale verso il Lac de Roterel, superando così il punto in cui la vecchia strada era franata.
Giunti nella località denominata Chemin du Glacier (1890 m),
poco prima del ponte si svolta a destra (verso il Lac de Roterel andremo poi al ritorno): dopo poche decine di metri a sinistra inizia il sentiero, non visibile nel tratto iniziale ma segnalato da un ometto.
In alcuni punti la pendenza è decisa e occorre aiutarsi con le mani.
(In caso di percorso non asciutto è meglio evitare questo salto roccioso proseguendo sulla strada militare per qualche centinaio di metri fino a incontrare a sinistra il sentiero segnalato da un ometto con la piccola scritta “LAGO NERO”, sentiero che noi faremo in discesa).
Dopo un centinaio di metri la pendenza si attenua e continuando tra larici e rododendri su percorsi a balcone è possibile ammirare bellissimi panorami.
Con una piccola deviazione è possibile raggiungere un grande ometto con crocetta (2155 m),
punto panoramico sul bacino del Moncenisio.
Nei tratti in cui il percorso attraversa rocce montonate non è più segnato e occorre prestare attenzione agli ometti. Poco prima di arrivare al Rio Giaset, svoltare a sinistra e salire lungo la strada sterrata verso il traliccio a gatto dell’alta tensione: dopo pochi minuti, abbandonando la sterrata e camminando tra cespugli di mirtilli e rododendri, si raggiunge a destra il Lago Nero (Lac Noir, 2310 m), situato nella conca sotto l’imponente bastionata nord della Cima di Bard: è un lago poco conosciuto e probabilmente il meno frequentato nella spettacolare conca del Moncenisio.
In alto è visibile la Caserma difensiva del Malamot, situata a 2914 metri di quota nei pressi della cima. All’epoca della sua costruzione (1889), la Caserma del Malamot era l’edificio militare più alto d’Italia.
Dopo aver lasciato il Lago Nero, tornando verso il Rio Giaset,
chi ha un buon allenamento e tempo a disposizione (a noi mancavano entrambi…) può attraversarlo e salire fino all’incantevole Lago Bianco (Lac Blanc, 2640 m), situato in una conca tra il Giusalet e il Malamot (in tal caso il dislivello complessivo dell’anello passa però da 935 m a circa 1300 m e lo sviluppo passa da meno di 15 km a oltre 19 km).
Seguendo invece il percorso fatto in salita, e facendo sempre attenzione agli ometti, 
scendere fino alla quota 1980 m dove è presente una traccia di sentiero sulla sinistra (priva di indicazioni) che attraversa il bosco di larici: è possibile in questo modo evitare il tratto molto ripido percorso in salita.
Raggiunta la vecchia strada militare, si svolta a destra, si supera il bel ponte in pietra e con leggera e panoramica risalita
si raggiunge il Lac de Roterel (o Lago San Giorgio, 1940 m)
e un secondo laghetto senza nome.
Per evitare di trovare i due splendidi laghetti all’ombra, nei mesi non estivi è consigliabile effettuare il percorso ad anello in senso opposto, salendo cioè al Lago Nero passando dall’Arpone e dal Roterel, e scendendo poi alla Piana di San Nicolao.
Proseguendo la discesa sulla strada sterrata è possibile ammirare il Lago Arpone (1821 m) dall’alto.
Superate le Grange dell’Arpone, si abbandona la strada militare (che porta a Bar Cenisio), si svolta a sinistra e dopo pochi metri (tacca scolorita su un larice) inizia un sentiero, ripido nel primo tratto, che attraversando il bosco di larici scende sino alla Strada Statale. La si attraversa quindi per riprendere l’antica Strada Reale che ci permette di tornare all’auto.
Alternativa per ridurre il dislivello:
è possibile effettuare lo stesso “giro dei laghi” parcheggiando all’inizio della Piana di San Nicolao (1720 m) in un grande spiazzo a destra (dove era ubicato il casotto in legno della frontiera francese e dove in passato erano presenti i ruderi della Regia Casa di Ricovero n. V).
Materiali: normale dotazione escursionistica.






















