Un imperdibile incontro promosso dal CAI di Cesena dal titolo: Un’amicizia che rende possibile… l’impossibile, il testo di presentazione è stato scritto da Augusto Biasini, medico e alpinista che tra l’altro ha guidato molti gruppi nel corso della mostra della Compagnia della Cima al Meeting di Rimini 2023.
Il 22 maggio il CAI di Cesena invita ad una serata nella quale la montagna, grande protagonista, viene raccontata da chi la sale, nelle sue motivazioni più profonde e vere. Chi trasforma la montagna da un ”cumulo di sassi “ a qualcosa di meraviglioso che richiama ed attrae? Sono gli occhi dell’uomo ed il suo modo di pensarla. Per questo la voglia di andarci non è mai saziata, perché rispecchia il desiderio di infinito del cuore dell’uomo. Salire e guardare, fino a che nulla c’è più da scalare, alla cima inseguendo una gioia che è tanto più intensa e struggente quanto effimera, come un fiocco di neve che da cristallo unico e fantastico scompare in una goccia d’acqua quando lo prendi.
La magia della montagna ci rapisce e trasporta lontano dal mondo che ci circonda. E nella compagnia degli amici con cui si vivono queste avventure tutto questo diventa sempre più comprensibile. Il tuo compagno ti tiene sempre in sicurezza e da questa relazione con l’altro si trae fiducia e audacia. La nostra sezione nacque da persone che vivevano così l’andare in montagna. Sono i primi anni Sessanta quando alcuni ragazzi di Cesena, attratti dall’amore per le vette, si iscrivono al CAI di Forlì.
In quegli anni
sta nascendo Gioventù Studentesca (GS) e molti degli adolescenti di GS erano del CAI perché, don Lino Mancini, loro educatore e guida, era appassionato della montagna, la considerava essenziale in quell’esperienza e li portava spesso in Dolomiti: nella vacanza di GS si camminava o arrampicava in silenzio perché quella era la condizione per cogliere col cuore la bellezza, si avanzava in fila perché l’ordine custodiva il significato e l’unità per cui stare insieme e la fatica, piccola o grande era accettata perché, come nella vita, condizione per giungere alla meta.
La Messa in vetta concludeva il gesto.
Nel 1964 una di loro, Anna Maria Mescolini, a 17 anni muore per una frana in Marmolada. Quegli stessi ragazzi, l’anno dopo, fondano la Sezione CAI di Cesena col nome “Anna Maria Mescolini”.
Nella serata
saranno mostrate immagini che raccontano i nostri sessant’anni di storia mentre il coro diretto da Barbara Amaduzzi ci farà ascoltare canti di montagna; poi sarà presentato il libro “La Compagnia della Cima“ dal curatore e autore Roberto Gardino.
Il volume raccoglie esperienze vissute in montagna scritte da autori diversi: escursionisti, alpinisti, guide, accademici del CAI. Storie differenti per stile e percorso personale, ma unite da un medesimo giudizio sull’esperienza della montagna come luogo privilegiato di scoperta della bellezza e dell’amicizia. La prefazione del libro è del grande alpinista Patrick Gabarrou che scrive «La montagna è quel “mondo altro” che, in virtù della magia della sua presenza, può trasportarci lontano dall’artificiosità – e spesso dalla superficialità – del mondo che ci circonda».
Tutto ciò sarà la premessa ad una conversazione a tutto tondo sullo scalare e salire le montagne con due Accademici del CAI di Cesena: Pier Paolo Mazzotti e Samuele Mazzolini. Ci racconteranno la loro storia fatta di salite, imprese, circostanze, occasioni prese al volo, audacia e grande amicizia. Ricordo che il titolo di Accademico del CAI viene conferito ad “alpinisti che si sono distinti per un’attività di alto livello e avventura, svolto su percorsi di notevole difficoltà senza l’ausilio di guide”.




