Nella Val di Viù dopo l’abitato di Piazzette e prima dell’abitato di Usseglio si trova la via ferrata di Rocca Candelera; essa si sviluppa su un bel contrafforte roccioso che si eleva sopra il bosco ed è rivolta a sud. Lo sviluppo in tre tratti è verticale e in due presenta passaggi leggermente strapiombanti e altri da fare direttamente su roccia, inoltre c’è un breve ponte sospeso. Tenere conto che la ferrata è lunga e senza vie di fuga. Percorsa tre volte, l’ultima nel 2026 di febbraio, il ritorno con parecchia neve.
Accesso
Itinerario
Si seguono le evidenti indicazioni nel tratto che porta all’attacco della ferrata, facendo attenzione all’incrocio dei sentieri di salita e discesa. La traccia del sentiero di salita va a sinistra, il cartello indicatore è posto in alto a sinistra. L’altro proviene da oltre il ruscello che rimane a destra.

Quindi si prosegue su sentiero ottimamente segnato e la salita diventa ripida.
Si giunge all’attacco della ferrata che si vede solo quando si è vicini e che è costituita da un cavo d’acciaio con guaina in plastica (talvolta rovinata essendo esposta al sole, conviene avere i guanti) e staffe metalliche e gradini. Nella prima parte si salgono dei modesti risalti rocciosi, pareti sono appoggiate e ci sono alcune staffe dove la salita le richiede, la roccia fornisce sempre molti appigli. Quindi segue un tratto di collegamento. Dopo sono presenti paretine di circa venti metri ognuna. Segue un tratto di collegamento che presenta un’unica parte da arrampicare.
Si raggiunge l’inizio della seconda sezione della via segnalata con cartello ben più verticale e impegnativa della precedente. Essa presenta subito una placchetta appoggiata senza staffe, segue un breve spostamento laterale. Dopo si sale in verticale una quarantina di metri circa, sono presenti numerose staffe con passaggi in leggero strapiombo.
Sullo sfondo della foto con le staffe in primo piano, verso la bassa valle si vede il Monte Civrari.
Bella apertura sul Monte Lera Orientale che domina l’alta Val di Viù.
Dopo ci si sposta gradualmente a destra lungo un interessante spigolo e si prosegue la salita prima di raggiungere un traverso a sinistra. Lo si percorre e dopo pochi metri si incontra un terrazzino. 
Quindi si risale senza staffe su bella roccia con a destra un “pulpito” senza staffe e
un breve tratto su roccia in orizzontale porta al ponte tibetano che, se si vuole, si può evitare.
Dopo il ponte si traversa diagonalmente da destra verso sinistra sotto una bella placconata grigia con numerose staffe metalliche. I primi 20 metri della stessa sono verticali, poi ci si sposta verso destra sopra una lama rocciosa. Quindi si sale di nuovo in verticale con decisa esposizione verso un tetto roccioso che si contorna sul lato destro.
Ancora una breve paretina che porta a uno spigolo aggirato a sinistra e dopo un diedro.
Si percorre prima una placchetta poi un breve tratto su erba ed infine l’ultima placchetta appoggiata per giungere alla cima della Rocca Candelera, 1787 m, sulla quale c’è una bella croce in legno.
Ritorno
Dalla vetta si seguono le indicazioni per la discesa (c’è il divieto di scendere dalla ferrata)
che prevedono una discesa e poi una breve risalita,
poi il sentiero traversa un prato (da percorrere con attenzione). Segue un tratto di discesa ripida, quindi il sentiero che si sposta verso est, presenti numerosi bolli rossi e segni bianco-rossi. Nel nostro caso il percorso con abbondante neve, abbastanza “marcia”, ha richiesto notevole attenzione.
Materiali: normale dotazione da ferrata e bastoncini per la discesa.













