Percorso escursionistico da Favaro al Santuario di Oropa seguendo il vecchio tracciato della tranvia che da Biella raggiungeva prima Favaro per poi inerpicarsi lungo un itinerario tra i boschi fino al Santuario; il percorso è ben tracciato con pendenze molto dolci, il dislivello è di 440 metri e si sviluppa in poco più di 7 km. Questo è il percorso fatto nel pellegrinaggio del 18 maggio 2025 “Verso l’alto. Giornata insieme, guardando a Pier Giorgio Frassati“.
Una nota storica
Nella prima metà del secolo scorso era possibile salire da Biella al Santuario di Oropa nella Conca di Oropa con la tranvia. La locomotiva percorreva i circa 14 km su sede stradale, prima da Biella a Favaro per poi spostarsi su sede propria fino a Oropa. Allora era un’opera ingegneristica d’avanguardia, chiamata “Ardita d’Italia”. La seconda linea tranviaria italiana a superare i mille metri di altezza e un dislivello di ben 742 metri senza l’ausilio della cremagliera.
Accesso
Da Biella si segue la SP144 fino a Favaro ed è possibile lasciare l’auto utilizzando l’area delle ex cave oppure il parcheggio vicino al cimitero, dietro la chiesa.
Itinerario
Dal parcheggio delle cave ci si dirige nuovamente verso la SP144 scendendo di fianco al campo di calcio e dopo una breve salita si raggiunge la strada. Si scende per un breve tratto e poi, in prossimità di un tornante, parte l’itinerario (indicazioni sentiero D6 per Oropa Bagni). Si segue la sterrata che dopo poche centinaia di metri spiana, si passa di fianco ad una casa e ci si dirige nel bosco.
Più avanti si incontra il primo bivio, si svolta a destra (indicazioni per il sentiero D6 Oropa). Quindi si passa su ponticelli in pietra fino a giungere, dopo circa venti minuti, alla galleria del Girone.
Questa è lunga una settantina di metri ed è ancora in ottimo stato di conservazione.
All’uscita dalla galleria si percorre un tornante detto appunto “Girone” che con un lungo giro ci permette di salire di quota dolcemente. Al termine bella vista sulla pianura e sui monti circostanti. Dopo si incontra un altro bivio nei pressi della località Mucet, e si gira leggermente a destra e si supera il ponte dei Tre Archi. Subito dopo si prosegue seguendo il sentiero verso sinistra.
Si cammina sempre nel bosco e superate delle abitazioni si arriva ad una deviazione, stare a sinistra in quanto il sentiero è franato. Rientrati sul sentiero principale si prosegue per qualche minuto fino ad incontrare la strada sterrata che arriva da Oropa Bagni. In prossimità della Cappella di San Fermo si incontra la strada provinciale che sale da Biella. Per un chilometro il percorso coincide con la strada provinciale, dove è necessario prestare attenzione. Poi si giunge alla Cappella di Santa Lucia
e si lascia la strada per proseguire lungo il tracciato della tranvia fino a giungere all’area antistante al Santuario di Oropa e poi al Santuario stesso.
Ritorno
Per la strada dell’andata o lungo il Sentiero Oropa, detto anche di San Carlo, prima di arrivare alla Cappella di Santa Lucia si imbocca sulla sinistra la deviazione che raggiunge Favaro con un percorso ad anello.
Materiali: normale dotazione escursionistica.
All’interno del Sacello della Basilica antica è custodita la statua della Madonna Nera, realizzata in legno di cirmolo dallo scalpello di uno scultore valdostano nel XIII secolo. Il manto blu, l’abito e i capelli color oro fanno da cornice al volto dipinto di nero, il cui sorriso dolce e austero ha accolto i pellegrini nei secoli. Ad Oropa inoltre c’è un osservatorio meteorologico. Fu realizzato nel 1874 grazie all’opera del padre barnabita Francesco Denza, già fondatore dell’osservatorio presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri (nel Collegio c’è la sede del Centro Culturale San Francesco del Carlo Alberto) e della rete di oltre 300 osservatori del Regno d’Italia. Il santuario era molto amato da Pier Giorgio Frassati.







