Accesso
Itinerario da Gressoney-La-Trinité
Si attraversa il ponte sul torrente Lys e si scende per un breve tratto verso una chiesetta, vicino c’è un pannello descrittivo:
da lì si volge a destra e si attraversa il prato, dopo si lascia una casa a sinistra e si imbocca il sentiero n. 10, andando a destra. Nel primo tratto il sentiero è molto ripido; si tralasciano in sequenza le deviazioni per Bino, per il sentiero che sulla sinistra scende verso l’abitato di Gressoney-La-Trinité e per il sentiero n. 11.
Si sale tra bei boschi di larici, sentiero ripido come la maggior parte dei sentieri che salgono dal fondovalle del Lys.
Sul tragitto bella vista sull’Alta Luce, e in alto sui grandi 4000: Lyskamm Occidentale e Lyskamm Orientale.
Si passa in prossimità di una parete rocciosa e si vede più in alto una bella cascata. Più avanti sono stati fatti recentemente dei lavori per l’acquedotto che serve Gressoney-La-Trinité, il sentiero risulta adattato in quei punti. Poi si esce su uno spazio aperto e si impone alla vista una bastionata rocciosa.
In primo piano la cascata che precipita dalla bastonata.
Successivamente, in prossimità della quota 2200 m e in corrispondenza di un’evidente palina si svolta decisamente a sinistra seguendo le indicazioni del sentiero n. 10C, tralasciando il n. 10 che conduce agli alpeggi di Hoggen Stein.
Si prosegue con diversi cambi di direzione su terreno erboso e vista la stagione riccamente fiorito, inoltre bella apertura sul Rosa, la cima più lontana è la Dufour, sulla destra la Piramide Vincent.
Si arriva a circa 2500 m, ad un tratto di sentiero attrezzato, con cavo metallico,
e si arriva all’ex Bivacco Cozzi, spazzato via da una bufera. Ora sull’impiantito sono posizionate due panchine.
Itinerario dall’ex Bivacco Cozzi
Si traversa verso sinistra in leggera discesa per poi incontrare una palina: è il punto in cui si può commettere un errore nella traccia (così è stato per lo scrivente).
Più avanti si passa vicino ad una seconda palina e si riprende a salire un tratto detritico e ripido, sono presenti sia ometti sia bolli gialli. Visto il mese di giugno c’era ancora abbastanza neve.
Il tratto è quello più faticoso della salita, fino a raggiungere il colletto fra il Monte Pinter e la Testa Grigia, a 3124 m.
In questo punto si incontra il sentiero che sale dal Crest, il numero 6. Si segue la cresta che porta alla Testa Grigia e si affrontano alcuni passaggi “attrezzati”. Prima una catena permette di superare un salto, poi un cavo facilita il percorso su una cengia orizzontale di circa 50 m e infine un cavo e alcuni appoggi metallici per i piedi permettono di arrivare a vedere la campana posta in cima, vicino un ometto con una piccola statua della Madonna.
In cima
Dalla Testa Grigia o Groabhopt il panorama è amplissimo. Sulla costiera orografica sinistra della Valle del Lys si vedono la Punta dell’Uomo Storto, il Corno Bianco e più in basso una punta da noi battezzata Cima della Compagnia vicina alla Bocchetta di Nescio.
Il Gruppo del Rosa e poi verso ovest il Cervino, Le Grandes Murailles, il Grand Combin e tanto altro. Vicini e leggermente più in basso ci sono il Rothorn e Piccolo Rothorn.
Ritorno
Per la via dell’andata. Prestare attenzione lungo la cresta.
Inoltre porre attenzione al passaggio attrezzato a quota 2500 m: risulta più impegnativo in discesa, come nella stragrande maggioranza dei casi.
Materiali: normale dotazione escursionistica.













