Monte Belvedere

  • Destinazione: Monte Belvedere
  • Zona: Alpi Graie [sez. 7]
  • Gruppo montuoso: Gruppo del Rutor [Alpi della Grande Sassière e del Rutor]
  • Regione: [IT] Valle d'Aosta
  • Valle: Vallone di La Thuile
  • Difficoltà: E
  • Data: 27/06/2026
  • Traccia GPX: Scarica
  • Partenza: Piccolo San Bernardo
  • Altitudine partenza: 2181
  • Altitudine arrivo: 2641
  • Dislivello: 460
  • Durata: ore 1,45
  • Attacco percorso: strada sterrata
  • Esposizione: prevalente sud
  • Punti di appoggio:
  • Hotel: Planibel Hotel

Una escursione che dal Colle del Piccolo San Bernardo tocca prima il Lac Longet a 2316 m e poi il Monte Belvedere a 2641 m, punto panoramico. L’itinerario non è quello solito che sale al Colle Belvedere, ma passa dal Lac Longet. Il lago può diventare una meta facilmente raggiungibile anche per chi è poco allenato. (Con la presenza di due gruppi distinti che partono con tempi sfalsati ci si può ricongiungere al lago).

Monte Belvedere

Accesso

Da La Thuile (Hotel Planibel) si sale sulla SS26 fino al Colle del Piccolo San Bernardo, si supera il confine italiano, poi quello francese. Quindi appena dopo l’Hotel de Lancebranlette, che si trova sulla sinistra rispetto al senso di marcia, si parcheggia negli slarghi della strada.

Itinerario

Sulla sinistra della carreggiata che scende verso l’Ospizio del Piccolo San Bernardo parte la traccia per il Lac Longet. La strada sterrata, con la presenza di pietre, sale in modo graduale. Si passa accanto ad una sbarra che impedisce l’accesso alle auto.

Dopo si arriva in prossimità del lago e lo si contorna in parte fino a superare il piccolo estuario.

Lac Longet

Dal Lac Longet si sale verso sud, passando nelle vicinanze di un ruscelletto.

Conviene salire a destra dello stesso procedendo a zig-zag, un ometto segnala il punto in cui attraversare il ruscelletto. Segue una esile traccia con ometti che risale una zona erbosa passando in un piccolo valloncello.

Dopo il sentiero prosegue in cresta verso la stazione di arrivo della seggiovia Piccolo San Bernardo Express.

Dato che più avanti c’è un passaggio in cui occorre usare le mani conviene scendere leggermente nell’ampio vallone posto a destra. Dopo un breve tratto nel vallone (sono presenti paletti metallici di poco affioranti nel terreno), risalita decisa verso l’arrivo della seggiovia Piccolo San Bernardo Express, procedendo a zig-zag e uscendo a destra della stessa. Si segue la strada fino ad un grosso ometto, posto a sinistra, e da lì per sentiero si sale alle casermette in rovina.

Un breve tratto ci separa dalla sommità del Monte Belvedere dove ci sono alcune strutture legate alla gestione degli impianti di risalita, conviene fermarsi poco prima in prossimità delle rovine di strutture militari in cemento armato.

In cima

La vista spazia dalla vicina Lancebranlette al Monte Miravidi, al Colle di Bassa Serra, al Mont Ouille. Più lontane le imponenti cime dell’Aiguille des Glaciers, dell’Aiguille de Trélatête e poi di sua maestà il Monte Bianco

che domina il Vallone di Chavannes

Monte Bianco

e il Mont Fortin.

 

Dietro di noi la Bella Valletta e il Mont Valasain.

Ritorno

Per la via dell’andata. (Abbiamo fatto sosta al Lac Longet, dove gli ampi spazi si prestano a soste per gruppi numerosi).

Quindi si contorna il lago.

Lac Longet

Materiali: normale dotazione escursionistica.

Una breve annotazione su san Bernardo a cui è intitolato il Colle. Bernardo (che dal tedesco vuole dire: ardito come orso) dal 1923, per volontà di Pio XI patrono degli alpinisti, diede il suo nome a due passi alpini. Viene citato come san Bernardo di Mentone, in realtà non sarebbe nato nella località della Savoia, come si legge in una cronaca del XV secolo, ma ad Aosta intorno al 1020. Divenuto arcidiacono e, poi, Agostiniano, gli venne affidato l’incarico di ripristinare il valico detto «Mons Jovis». Si narra che per far ciò dovette lottare contro le pretese di un demonio che alla fine lo precipitò giù da una rupe. Di sicuro c’è che, partendo dall’abbazia svizzera di Bourg-Saint-Pierre, fondò un monastero in cima a quello che oggi è il Gran San Bernardo, posto a quota 2470 metri, posto di sosta e ospitalità per viaggiatori e pellegrini, e tutt’oggi abitato dai monaci anche d’inverno quando la strada è chiusa. Al santo viene attribuita anche la costruzione del cenobio in cima al Piccolo San Bernardo. Morì a Novara nel 1081.


About author

Roberto Gardino

Insegnante di educazione fisica in pensione. Appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Sono attento all'educazione dei giovani e accompagno spesso gruppi numerosi. Ho curato la mostra e il libro La Compagnia della Cima.

Punta Quattro Sorelle

Situata sopra Bardonecchia sulla cresta di confine italo-francese, la Punta Quattro Sorelle è una splendida vetta in un ambiente che ricorda le Dolomiti. È accessibile ...