Cima a forma di piramide che si trova nell’Alta Valle del Lys, sulla costiera del Corno Bianco, a sud del Passo di Zube e a nord del Passo della Coppa: è la Punta Straling, 3115 m. Meta adatta a chi ama l’escursionismo esplorativo su terreni quasi privi di tracce. La prima ascensione è del canonico Giovanni Gnifetti nel 1820, che è ricordato non per questa ma per un’altra prima, alla Punta Gnifetti, che appunto da lui prende nome. Le foto si riferiscono a due salite, l’ultima ad agosto 2026.
Accesso
Si percorre tutta la Valle del Lys fino a Staffal dove si parcheggia e si prende la funivia che sale al Gabiet.
Itinerario
Dall’arrivo della funivia che collega Staffal con Gabiet si sale in breve al lago
e poi passando sotto il ristoro del Lago di Gabiet si percorre una strada poderale ed appena dopo una costruzione ( di una condotta d’acqua sotteranea che serve per alimentare il Lago Gabiet) si scende verso destra nel pianoro, ad inizio stagione umido e solcato da torrentelli. Un grande ometto è posto all’inizio del percorso).
Al termine, con rare indicazioni presenti, si tralascia la traccia che va a destra e che costeggia poi il lago (vedi descrizione sulla Cima della Compagnia), e ci si dirige verso la costiera posta di fronte.
Si presenta un ampio colatoio con detriti ed erba diviso quasi a metà da un evedente dosso roccioso. Si sale sulla sinistra orografica su erba seguendo una vaga traccia (radi ometti).
Quindi si continua su terreno prevalentemente formato da detriti stando a destra del dosso roccioso fino a che si giunge vicino alla parete rocciosa posta a destra del colatoio. Ed allora si traversa verso sinistra in una zona con erba e detriti (scegliendo il punto migliore) per trovarsi più alti del dosso roccioso.
Traccia, molto indicativa del percorso da noi seguito.
Nella salita, che si fa più erta, sempre su labile traccia con erba e sfasciumi si ha alla propria sinistra un piccolo rio e a destra una zona rocciosa più impervia.
Si perviene poi ad un balcone e dopo si incontrano massi rocciosi e si avvicinano le grandi masse rocciose poste a destra e a sinistra e dopo si volge verso sinistra; più che una traccia si sceglie liberamente il percorso, praticamente a vista. All’inizio della stagione e anche oltre si trovano ampie zone nevose, in particolare in una conca meno soleggiata.
Si sale l’ultimo tratto, a sinistra, su pietrisco prima con decisa pendenza, faticoso poi degrada per raggiungere l’ampia spalla (Passo della Coppa) dove si incontra la traccia (ometti) che sale da Alagna per la Valle dell’Otro.
Lì si apre una bella visuale, in lontananza la piramide del Corno Bianco con la cresta che lo raggiunge passando dalla Punta dell’Uomo Storto e dalla Punta di Netscio.
Più vicina l’imponente mole del Corno Grosso.
Sulla costiera orografica destra della Valle del Lys il Rothorn e Piccolo Rothorn.
Quindi si prosegue seguendo la cresta detritica, molto ampia all’inizio.
(La foto seguente presa dal Corno Grosso evidenzia bene la via di salita successiva con l’anticima).
Prima una selletta poi si segue vicino al filo di cresta e con qualche facile passo su gradoni rocciosi (I grado) in cui si usano le mani si raggiunge un’anticima, posta a 3063 m,
e da questa, dopo una discesa in cresta che prevede un passaggio di primo grado si incontra una successiva punta che si risale.
Dopo di questa si prosegue fino alla meta: la Punta Straling, sulla cui cima c’è un ometto.
Giovanni e Roberto sulla punta.
Dalla cima
Panorama molto ampio, si impone la catena del Monte Rosa, in bella evidenza la Piramide Vincent e la Punta Giordani
lo sguardo va al Lyskamm occidentale salito diversi anni fa.
Si vede bene in lontananza il Rifugio Sella con alle spalle la sagoma inconfondibile del Cervino.
L’isolata e imponente struttura del Grand Combin.
Sua maestà il Monte Bianco.
Dopo la Punta Straling la costiera scende verso il Passo di Zube dominato dal Corno Forie (foto presa nella salita, dalla vetta non si vede).
Ritorno
Per la via dell’andata, le punte della cresta possono essere aggirate prima sulla sinistra e poi sulla destra (terreno molto sfaciumoso). Nella discesa prestare attenzione per il terreno franoso; tempi lunghi.
Materiali: normale dotazione escursionistica, se si affronta la salita all’inizio della stagione estiva si può trovare molta neve e allora conviene avere con sé i ramponi. Molto utili i bastoncini.
























