Punta Straling

  • Destinazione: Punta Straling
  • Zona: Alpi Pennine [sez. 9]
  • Gruppo montuoso: Costiera del Corno Bianco [Alpi del Monte Rosa]
  • Regione: [IT] Valle d'Aosta
  • Valle: Valle del Lys (Valle di Gressoney)
  • Difficoltà: EE
  • Data: 09/08/2026
  • Traccia GPX: Non disponibile
  • Partenza: dall'arrivo della funivia del Gabiet
  • Altitudine partenza: 2318
  • Altitudine arrivo: 3115
  • Dislivello: 797
  • Attacco percorso: uscita locali funivia
  • Esposizione: ovest prevalente
  • Punti di appoggio:

Cima a forma di piramide che si trova nell’Alta Valle del Lys, sulla costiera del Corno Bianco, a sud del Passo di Zube e a nord del Passo della Coppa: è la Punta Straling, 3115 m. Meta adatta a chi ama l’escursionismo esplorativo su terreni quasi privi di tracce. La prima ascensione è del canonico Giovanni Gnifetti nel 1820, che è ricordato non per questa ma per un’altra prima, alla Punta Gnifetti, che appunto da lui prende nome. Le foto si riferiscono a due salite, l’ultima ad agosto 2026.

Accesso

Si percorre tutta la Valle del Lys fino a Staffal dove si parcheggia e si prende la funivia che sale al Gabiet.

Itinerario

Dall’arrivo della funivia che collega Staffal con Gabiet si sale in breve al lago

Lago Gabiet

e poi passando sotto il ristoro del Lago di Gabiet si percorre una strada poderale ed appena dopo una costruzione ( di una condotta d’acqua sotteranea che serve per alimentare il Lago Gabiet) si scende verso destra nel pianoro, ad inizio stagione umido e solcato da torrentelli. Un grande ometto è posto all’inizio del percorso).

Pianoro dietro il Gabiet

Al termine, con rare indicazioni presenti, si tralascia la traccia che va a destra e che costeggia poi il lago (vedi descrizione sulla Cima della Compagnia), e ci si dirige verso la costiera posta di fronte.

Indicazione

Si presenta un ampio colatoio con detriti ed erba diviso quasi a metà da un evedente dosso roccioso. Si sale sulla sinistra orografica su erba seguendo una vaga traccia (radi ometti).

Zona di salita alla Punta Straling si va a sinistra

Quindi si continua su terreno prevalentemente formato da detriti stando a destra del dosso roccioso fino a che si giunge vicino alla parete rocciosa posta a destra del colatoio. Ed allora si traversa verso sinistra in una zona con erba e detriti (scegliendo il punto migliore) per trovarsi più alti del dosso roccioso.

Traccia, molto indicativa del percorso da noi seguito.

Traccia indicativa verso la Punta Straling

Nella salita, che si fa più erta, sempre su labile traccia con erba e sfasciumi si ha alla propria sinistra un piccolo rio e a destra una zona rocciosa più impervia.

Itinerario di salita

Si perviene poi ad un balcone e dopo si incontrano massi rocciosi e si avvicinano le grandi masse rocciose poste a destra e a sinistra e dopo si volge verso sinistra; più che una traccia si sceglie liberamente il percorso, praticamente a vista. All’inizio della stagione e anche oltre si trovano ampie zone nevose, in particolare in una conca meno soleggiata.

Si sale l’ultimo tratto, a sinistra, su pietrisco prima con decisa pendenza, faticoso poi degrada per raggiungere l’ampia spalla (Passo della Coppa) dove si incontra la traccia (ometti) che sale da Alagna per la Valle dell’Otro.

Lì si apre una bella visuale, in lontananza la piramide del Corno Bianco con la cresta che lo raggiunge passando dalla Punta dell’Uomo Storto e dalla Punta di Netscio.

Corno Bianco sullo sfondo

Più vicina l’imponente mole del Corno Grosso.

Corno Grosso

Sulla costiera orografica destra della Valle del Lys il Rothorn e Piccolo Rothorn.

Giovanni con alle spalle il Rothorn

Quindi si prosegue seguendo la cresta detritica, molto ampia all’inizio.

Sull’ampia dorsale

(La foto seguente presa dal Corno Grosso evidenzia bene la via di salita successiva con l’anticima).

Salita alla Punta Straling vista dal Corno Grosso

Prima una selletta poi si segue vicino al filo di cresta e con qualche facile passo su gradoni rocciosi (I grado) in cui si usano le mani si raggiunge un’anticima, posta a 3063 m,

e da questa, dopo una discesa in cresta che prevede un passaggio di primo grado si incontra una successiva punta che si risale.

Dopo di questa si prosegue fino alla meta: la Punta Straling, sulla cui cima c’è un ometto.

Giovanni e Roberto sulla punta.

Roberto e Giovanni sulla Punta Straling

Dalla cima

Panorama molto ampio, si impone la catena del Monte Rosa, in bella evidenza la Piramide Vincent e la Punta Giordani

Piramide Vincent e Punta Giordani

lo sguardo va al Lyskamm occidentale salito diversi anni fa.

Lyskamm occidentale

Si vede bene in lontananza il Rifugio Sella con alle spalle la sagoma inconfondibile del Cervino.

Rifugio Sella e Cervino

L’isolata e imponente struttura del Grand Combin.

Grand Combin

Sua maestà il Monte Bianco.

Monte Bianco

Dopo la Punta Straling la costiera scende verso il Passo di Zube dominato dal Corno Forie (foto presa nella salita, dalla vetta non si vede).

Corno Forie

Ritorno

Per la via dell’andata, le punte della cresta possono essere aggirate prima sulla sinistra e poi sulla destra (terreno molto sfaciumoso). Nella discesa prestare attenzione per il terreno franoso; tempi lunghi.

Vista del percorso di ritorno dal colle

Materiali: normale dotazione escursionistica, se si affronta la salita all’inizio della stagione estiva si può trovare molta neve e allora conviene avere con sé i ramponi. Molto utili i bastoncini.

About author

Roberto Gardino

Insegnante di educazione fisica in pensione. Appassionato di montagna, sempre alla scoperta di nuove mete. Sono attento all'educazione dei giovani e accompagno spesso gruppi numerosi. Ho curato la mostra e il libro La Compagnia della Cima.

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